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		<title><![CDATA[Articoli]]></title>
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			<title><![CDATA["Le Orme" Storia o Leggenda]]></title>
			<author><![CDATA[Renato Gambuli]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=musica"><![CDATA[musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003C"><blockquote><div class="imTAJustify"><span style="font-weight: 700;" class="fs14lh1-5">"Le Orme" Storia o Leggenda</span></div><div class="imTAJustify"><span style="font-weight: 700;" class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Da piu'di cinquant'anni la musica del gruppo Le Orme ha lasciato una traccia </span><span class="fs11lh1-5">indelebile nel panorama della musica rock italiana. Il gruppo nasce a Marghera,vicino</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Venezia nel 1967 e conosce il successo all'inizio degli anni '70 nell'esplosione del </span><span class="fs11lh1-5">rock progressivo italiano di quegli anni, insieme a gruppi come P.F.M ,B.M.S.e New</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Trolls.Le Orme si distinguono subito per la loro originalità con una formazione a tre </span><span class="fs11lh1-5">(Tony Pagliuca tastiere, Aldo Tagliapietra basso,chitarre e canto e Michi Dei Rossi</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">batteria e percussioni) che ricorda i mitici E.L.P e per le influenze di musica classica </span><span class="fs11lh1-5">che emergono già nel loro album Collage del 1971.La grande forza delle Orme é stata</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">per me la loro capacità ad anticipare i tempi ed il coraggio di assumere scelte </span><span class="fs11lh1-5">artistiche rischiose dal punto di vista commerciale ma rivelatrici di una passione per</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">la creazione innovativa che é stata in seguito da molti altri imitata. </span><span class="fs11lh1-5">Dopo l'Album Storia o leggenda del 1978, all'apice del loro successo che li aveva</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">portato alle vette delle classifiche nazionali di vendita di dischi ,il gruppo prende la </span><span class="fs11lh1-5">coraggiosissima decisione di abbandonare strumenti elettrici ed elettronici e di creare</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">un album unicamente con strumenti acustici e classici.Violoncello, violino, </span><span class="fs11lh1-5">pianoforte e xilofono vengono a sostituire sintetizzatori e chitarre elettriche in un</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">momento in cui esplode, all'inizio degli anni '80 la musica elettronica.Hanno dieci </span><span class="fs11lh1-5">anni d'anticipo sul boom dell'undergraund,sul minimalismo estetico degli anni</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">'90.Esce l'album Florian, seguito da Piccola rapsodia dell'ape, due gioielli di musica </span><span class="fs11lh1-5">da camera moderna, apprezzati dalla critica ma non dal grande pubblico. Ricordo che</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">andai a vederli in concerto a Napoli nel 1981 al teatro mediterraneo e la sala era </span><span class="fs11lh1-5">mezza vuota. Noi, fan storici del gruppo, sostenemmo il concerto applaudendo senza</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">interruzione, ma la delusione era evidente, Le Orme avevano coraggiosamente scelto </span><span class="fs11lh1-5">l'arte al business e non tardarono a pagarne le conseguenze.Durante gli anni '80</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">credemmo che il gruppo fosse condannato a scomparire. Pagliuca lascio' il gruppo </span><span class="fs11lh1-5">sostituito da Michele Bon che riusci' a riportare uno slancio creativo al punto, che</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">primi tra tutti i gruppi, Le Orme rilanciarono il rock progressivo all'inizio degli anni </span><span class="fs11lh1-5">'90 con una trilogia di tre album magnifici : Il Fiume, Elementi e l'Universo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">La maturità artistica raggiunta, con questi album le Orme entrano nel Panteon dei </span><span class="fs11lh1-5">migliori gruppi non solo italiani, ma internazionali. Nel 1997 Aldo Tagliapietra lascia</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">il gruppo per continuare in solitario le sue esperienze musicali,ma Le Orme </span><span class="fs11lh1-5">continuano la loro Storia con Michi Dei Rossi e Michele Bon ed ancora oggi,</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">continuano i Live partecipando a diverse manifestazioni internazionali. La Storia é </span><span class="fs11lh1-5">diventata Leggenda, paragrafando il loro mitico Album. Per chi non avesse mai</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">ascoltato Le Orme consiglio di cominciare proprio per ascoltare questo vecchio </span><span class="fs11lh1-5">album, che é al centro tra due grandi periodi della musica di qualità italiana, chi</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">ascolta con attenzione Le Orme....le seguirà come chi insegue le tracce del passato </span><span class="fs11lh1-5">per arrivare ad un futuro migliore. Viva le Orme, viva la buona Musica.</span></div><div class="imTAJustify"><div>https://eventiolimpo.it/</div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><b><span class="fs11lh1-5">Parigi 8/12/2023</span></b></div></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><b>Articolo a cura di </b></span><b class="fs11lh1-5">Renato Gambuli</b></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><b class="fs11lh1-5">Foto di Alessandro Barone</b></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><br></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 08 Dec 2023 16:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Hiromi Uehara in concerto a Catania]]></title>
			<author><![CDATA[Umberto Lariccia]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=musica"><![CDATA[musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003B"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Hiromi Uehara in concerto a Catania</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Hiromi Uehara, la pianista giapponese che ha conquistato il mondo con il suo stile unico e rivoluzionario, ha incantato il pubblico catanese con il suo spettacolo Sonicwonder. L’artista, che ha appena pubblicato il suo ultimo album omonimo, ha portato sul palco del teatro Metropolitan la sua band composta da Adam O’Farrill alla tromba, Hadrien Feraud al basso e Gene Coye alla batteria. Insieme hanno offerto una performance di alto livello, in cui hanno saputo mescolare jazz, rock, classica e altri generi in una musica originale e coinvolgente.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Hiromi ha dimostrato ancora una volta la sua maestria al pianoforte e alle tastiere, eseguendo brani tratti dal suo nuovo disco e dai suoi precedenti lavori. La sua musica è stata un viaggio emozionante tra melodie intricate, ritmi serrati, improvvisazioni virtuosistiche e momenti di pura poesia. Il pubblico ha seguito con entusiasmo e partecipazione le evoluzioni sonore di Hiromi e della sua band, applaudendo e chiedendo bis a più riprese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’evento, organizzato e promosso da Eventi Olimpo, è stato l’unica tappa siciliana del tour italiano di Hiromi, che ha toccato anche altre città come Milano, Roma e Torino. La pianista ha ringraziato il pubblico per il calore e l’affetto ricevuti, e ha promesso di tornare presto a Catania. Un concerto indimenticabile, che ha confermato il talento e la personalità di una delle più grandi artiste del panorama musicale internazionale.</span></div><div class="imTAJustify"><div>https://eventiolimpo.it/</div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div><b><span class="fs11lh1-5">Napoli 08/11/2023</span></b><br></div><div><b><span class="fs11lh1-5">Articolo a cura di Umberto Lariccia</span></b></div><div><b><span class="fs11lh1-5">Foto di Alessandro Barone</span></b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 08 Nov 2023 14:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La Fotografia e la Pittura]]></title>
			<author><![CDATA[Umberto Lariccia]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003A"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La Fotografia e la Pittura</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La fotografia è stata accolta con scetticismo quando è stata inventata, ma ha rapidamente guadagnato popolarità. Il rapporto tra fotografia e arte tradizionale, in particolar modo la pittura, fu da subito di amore e odio.</span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Inizialmente la nuova invenzione fu accolta con scetticismo, al punto che il pittore Paul Delaroche affermò “da oggi la pittura è morta”</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">. Tuttavia, la fotografia ha offerto ai pittori “tradizionali” un supporto da cui elaborare la realtà tramite la propria impronta personale.</span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel corso dello sviluppo del movimento cubista Picasso si servì della fotografia per studiare i valori delle superfici, e fu pure lui stesso fotografo, utilizzando distorsioni ottiche dell’obiettivo grandangolare per ottenere visioni particolari della realtà</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">La fotografia ha anche contribuito a liberare la pittura dalla necessità di imitazione della realtà, offrendo così la possibilità di sviluppo di movimenti di avanguardia quali futurismo, espressionismo, cubismo e dadaismo</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Oggi l’immagine digitale, artistica e non, non si caratterizza più come una pratica vincolata dai costi di consumo ma ha rivoluzionato il modo di concepire la fotografia, democratizzandola e trasformandola in un’arte alla portata di chiunque .</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div><span class="fs11lh1-5"><b>Napoli 18/09/2023</b><br></span></div><div><b class="fs11lh1-5">Articolo a cura di Umberto Lariccia</b></div><div><b class="fs11lh1-5">Foto di Umberto Lariccia</b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 Sep 2023 12:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“SALSEDINE” ]]></title>
			<author><![CDATA[Raffaele Bocchetti]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000039"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">La &nbsp;</span><b><span class="fs12lh1-5">Stars Web TV</span><span class="fs12lh1-5"> </span></b><span class="fs12lh1-5">da sempre impegnata &nbsp;nella promozione della cultura, segnala un bellissimo libro di Raffaele Bocchetti : “</span><b><span class="fs12lh1-5">SALSEDINE</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">– Poesie ed altro ancora”. Raffaele Bocchetti, giornalista, scrittore, pittore affermato nonché fine poeta, è uomo dalla cultura poliedrica &nbsp;capace di spaziare &nbsp;e padroneggiare in tipologie e filoni diversi. Questo &nbsp;suo secondo libro “</span><b><span class="fs12lh1-5">SALSEDINE</span></b><span class="fs12lh1-5">” segue “</span><b><span class="fs12lh1-5">VISTO E MAI PERDUTO</span></b><span class="fs12lh1-5">”, che è un &nbsp;libro autobiografico nel quale l’autore manifesta &nbsp;&nbsp;la capacità di avvertire e trasmettere gli effetti emotivi di una squisita percezione estetica. E’ in via di realizzazione il suo terzo libro dai contenuti storico-risorgimentali.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">La &nbsp;Stars Web TV</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">, nel complimentarsi con l’autore, &nbsp;riporta qui di seguito la recensione di Elio Notarbartolo, direttore della rivista culturale</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">“ IL CONFRONTO”:</span></b></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs10lh1-5 ff1">Elio Notarbartolo</span></b><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 ff1">di Raffaele BOCCHETTI</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 ff1">UN LIBRO CHE VUOL ESSERE PIU' DI UN LIBRO</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 ff1">“SALSEDINE”</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 ff1">di Raffaele BOCCHETTI</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 ff1">Se frequenti un luogo di mare, se scendi nell'acqua oppure no, ti sentirai, ad un certo punto, preso da una strana sensazione: ti senti impregnato di mare!</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 ff1">E' lo stesso se tu ti metti a vivere in mezzo alla gente, aprendoti, senza riserve, a quello che vedi, curioso, a quello che senti, curioso; ai ritmi del contorno, ai colori, meravigliato.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 ff1">Non è più una sensazione quella che ti prende, è un sentimento da cui non puoi più prescindere: è parte di te.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 ff1">E questa meraviglia, questa armonia diventa interna, ti preme, e tu vorresti dirla agli altri......</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 ff1">A chi?</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 ff1">Il mondo è indaffarato, pressato da ansietà del nulla e da falsi valori, è chiuso, è buio, e diventa prigione, sofferenza, invidia odio per tanti, forse contro tutti.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 ff1">Il tempo, libero e indipendente scorre per tutti, ma la gente non se ne accorge.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 ff1">Anche tu non te ne accorgi, ma tenti di metterti in contatto con l'altro per raccontargli il bello che hai visto, le gioie che hai vissuto, l'amore che ti ha riempito e ti riempie. Edificante, il racconto, la poesia, il linguaggio, il vernacolo........., l'amore per il creato, l'amore per la vita, l'amore per i luoghi della tua vita, l'amore per il popolo di cui ti senti parte.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 ff1">Tutto questo cerchi di condensarlo, di metterlo insieme, perchè qualcosa che è ancora tuo, possa far parte, seppur in minima parte, del patrimonio anche di tanti altri, perchè possa essere lo stimolo morale e accrescere quella grande coscienza e compassione di umanità che si accese in te, miracolosamente, e ti sostiene e ti accompagna nella falsa banalità, perchè banale non è, di ogni giorno.</span><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 ff1">Grazie Raffaele Bocchetti.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 ff1">ELIO notarbartolo,</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 ff1">SEZIONE LIBRI</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 ff1">RAFFAELE BOCCHETTI</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 ff1">" SALSEDINE"</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 ff1">Cervino Editore</span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 Sep 2022 18:05:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Vademecum per non pensare al COVID-19 ]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziana del Giudice]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000038"><div class="imTAJustify"><b><span class="fs14lh1-5 cf1">Vademecum per non pensare al COVID-19 </span></b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Quante volte avete desiderato che la pandemia smettesse di stressarvi attraverso tutti i canali di comunicazione possibili per lasciarvi in pace a pensare altro? Se la risposta è: troppe, vi informo che non esiste un metodo specifico per evitare l’argomento COVID-19. In questo preciso istante infatti ne sto parlando io stessa anche se in realtà non vorrei nemmeno nominarlo </span><i><span class="fs11lh1-5">quello</span></i><span class="fs11lh1-5"> che quotidianamente, la fa da padrone nelle trasmissioni televisive, nelle editorie e nelle edicole virtuali e non. </span></div><span class="imTAJustify fs11lh1-5">Vi dirò cosa faccio io per sfuggire alle suggestioni giornaliere ormai imperanti nelle nostre vite.</span><br><span class="imTAJustify fs11lh1-5">Prima di tutto, evito di ascoltare i telegiornali o al massimo le prime notizie dove si parlerà sicuramente di numeri riguardanti i vaccinati, i non ancora vaccinati, i no-vax, i deceduti, i tamponi, i colori delle zone, ecc. ecc.</span><br><span class="imTAJustify fs11lh1-5">Per fare ciò, scrivetevi l’orario in cui i suddetti vanno in onda e accendete la tele qualche minuto dopo l’inizio del TG.</span><br><span class="imTAJustify fs11lh1-5">Evito come la peste i </span><i class="imTAJustify fs12lh1-5"><span class="fs11lh1-5">talk show</span></i><span class="imTAJustify fs11lh1-5"> dove sicuramente il virologo/infettivologo/speranzologo di turno vi bombarderanno di cifre e vi terrorizzeranno ben bene al punto da non dormire la notte. Meglio </span><i class="imTAJustify fs12lh1-5"><span class="fs11lh1-5">Cortesie per gli Ospiti</span></i><span class="imTAJustify fs11lh1-5">: almeno imparate ad apparecchiare la tavola con la forchetta a sinistra e la forchettina da dolce in alto col manico rivolto verso destra!</span><br><span class="imTAJustify fs11lh1-5">Siete vaccinati? Avete ricevuto 2 dosi o addirittura anche il </span><i class="imTAJustify fs12lh1-5"><span class="fs11lh1-5">booster </span></i><span class="imTAJustify fs11lh1-5">(terza dose di richiamo)? Allora rilassatevi. Se rispettate MID (mascherina, igiene, distanziamento) dovreste essere al sicuro. Al massimo vi beccherete una simil influenza con qualche linea di febbre e dolorini articolari e bon! Vi toccheranno tampone e quarantena e almeno potrete dedicare un po’ di tempo all’introspezione e ai ricordi di un’epoca felice.</span><br><span class="imTAJustify fs11lh1-5">Al telefono, poi, m’impongo di parlare d’altro: dei figli, del futuro, dei desideri, di quella nuova ricetta non riuscita, del racconto che ho scritto ultimamente ma soprattutto cerco di ascoltare e di incoraggiare chi è all’altro capo del telefono. Ovviamente, anche le persone monotematiche, quelle che senza quasi salutarti fanno terrorismo pandemico, iniziando la lista odierna dei positivi di loro conoscenza, vanno epurate, per evitare inutili momenti di tristezza e depressione.</span><span class="imTAJustify fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;</span><br><span class="imTAJustify fs11lh1-5">Infine: amate (famiglia, compagni, animali, amici); gioite nel leggere un buon libro, nel mangiarvi una pizza fumante o nell’assaporare la “scioglievolezza” di un cioccolatino; nel guardare con animo bambino quel fiore nuovo appena sbocciato sul balcone di casa o quel semino di basilico germogliato stamane nel vaso di terracotta; lasciatevi stupire dalla luna pallida al mattino o dal golfo di Napoli d’inverno, col Vesuvio innevato sulla cima e poi…respirate! Potete e dovete ancora farlo: ricordatevelo mentre camminate a passo spedito per andare a fare la spesa o durante la vostra passeggiata quotidiana; quando siete in fila alle poste o al supermercato; mentre fate la ginnastica facciale allo specchio ridendo delle vostre smorfie oppure mentre vi preparate ad affrontare un’altra estenuante giornata di lavoro.</span><span class="imTAJustify fs11lh1-5"> &nbsp;</span><br><span class="imTAJustify fs11lh1-5">Respirate!</span><br><span class="imTAJustify fs11lh1-5">Un abbraccio.</span><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><b>Napoli 27/01/2022</b></div><b class="fs12lh1-5">Articolo a cura di Tiziana Del Giudice</b><br><b class="fs12lh1-5">Foto di Claudia Del Giudice</b><div><b></b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 27 Jan 2022 07:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Compriamo a Napoli: intervista a Giuliana Palumbo]]></title>
			<author><![CDATA[Gianmarco Muriano]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000037"><div class="imTAJustify"><b><span class="fs16lh1-5 cf1">Compriamo a Napoli: intervista a Giuliana Palumbo</span></b></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs16lh1-5 cf1"><br></span></b></div><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Gli effetti della pandemia sono stati più che evidenti su tutto il tessuto economico mondiale, ma se le grandi aziende ne hanno risentito, le piccole imprese artigianali, molte delle quali sopravvivevano soprattutto grazie ai turisti, hanno affrontato il più grande banco di prova che la vita potesse mettergli di fronte.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Per fortuna in questo triste e complicato periodo non ci sono state solo disgrazie, ma al contrario molte persone hanno riscoperto un’energia rinnovata, si sono rimboccate le maniche e hanno reagito, hanno resistito, tenuto duro, combattuto e dato speranza, non hanno mollato.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">L’artista Giuliana Palumbo è una di queste: a gennaio 2021, in piena emergenza pandemica, ha deciso insieme con altre due donne di carattere come lei, di creare un gruppo Facebook chiamato “Compriamo a Napoli”, con lo scopo di aiutare i piccoli imprenditori ed artigiani di Napoli e dintorni a pubblicizzarsi e a mostrare le proprie creazioni anche a distanza, anche con i negozi chiusi e senza clienti, a fare fronte comune e farsi coraggio o anche solo compagnia.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Le lascio la parola.</span><br><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><u>Ciao Giuliana, raccontaci un po’ di te, della tua arte.</u></b></div><div class="imTAJustify"><b><u><br></u></b></div><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Ciao, io vengo da Napoli, dove ho frequentato il liceo artistico e successivamente studiato Restauro. Dopo diversi anni trascorsi in vari laboratori ho maturato l’idea di spostarmi da Napoli per fare esperienza lavorativa. Sono quindi andata a Londra, città che mi ospita da 6 anni ormai e in cui mi sento ben accetta. Ho iniziato a dipingere murales per i locali, poi durante il lockdown, non potendomi muovere, ho creato una mia linea di quadri su supporti di misure diverse e una di abbigliamento, dipingendo in generale su tutto quello che trovavo in casa.</span><br><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><u>Com’è nata l’iniziativa “Compriamo a Napoli”?</u></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify">L’idea nasce sempre durante il lockdown, per far sì che si creasse un canale tra tutti i commercianti, artigiani, imprenditori costretti a rimanere a casa, per promuovere la cultura artigianale napoletana, creare un confronto o anche solo scambiarsi qualche parola di conforto. L’iniziativa è andata molto bene, tant’è vero che, insieme alle altre due amministratrici, Natascia Sperindeo e Annalisa Falco (rispettivamente fashion stylist e avvocato) abbiamo ricevuto un premio ad Ischia ed è stata una grande gratificazione personale.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><u>Come si concilia con il vivere a Londra? Anche a distanza, come senti il legame con la tua città?</u></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify">La distanza da Napoli ha fatto sì che si accentuasse il bisogno di fare qualcosa per la mia città. Non rinnego Napoli, è stata e sarà per sempre la mia città. Questa è la prova che pure a distanza si può fare qualcosa, anzi riesce anche meglio, si può fare di più perché ci si impegna di più pensando che la distanza possa essere un ostacolo, mentre non lo è affatto, si può fare comunque molto.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><u>Napoli è onnipresente nella tua arte, cosa rappresenta per te?</u></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify">Napoli è la città in cui sono nata, la mia città. Credo che abbia un potenziale enorme, che è così grande da non aver bisogno di essere promossa, lo fa da sola in maniera molto naturale. Quello che facciamo noi come gruppo “Compriamo a Napoli” è proprio questo: assecondiamo la nostra città, in modo che venga visto il bello, ma andiamo oltre i luoghi comuni semplicistici, la pizza il babà o il mandolino, quello è solo il contorno, lo sfondo, ma non rappresenta la natura primordiale di Napoli. </div><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Napoli è tutta da scoprire, ha proprietà insite che solo chi la ama può comprendere, solo amandola si vede realmente cosa c’è qui e cosa può dare questa città, che è unica al mondo ed emana un’energia di cui ti accorgi subito. Ed è un’energia positiva, al contrario di quello che viene mostrato, si parla solo dei problemi che ci sono, ma vorrei si vedesse anche tutto il resto.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Io la identifico con il Vesuvio, la rappresento come un vulcano che esplode, a cui è ispirato il titolo di una serie di opere, “Il mio Vesuvio”.</span><br><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><u>Dalla creazione del gruppo, a gennaio, ad oggi i membri sono oltre 6000. Che rapporto si è creato con loro? È un network di relazioni commerciali o va oltre, nella sfera umana?</u></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify">In pochi mesi abbiamo raggiunto un numero di iscritti importante e questo ha fatto sì che l’entusiasmo crescesse, dandoci la sensazione di aver creato un qualcosa che abbia voce in capitolo, che dia slancio alla cultura partenopea, alle tradizioni, al folklore, tutto ciò che l’artigianato racchiude.</div><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Con alcuni membri del gruppo si è instaurato un rapporto che va oltre i social, ci siamo incontrati e conservo almeno un oggetto di ognuno di loro.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Stiamo lavorando per far crescere questa realtà in modo tale che venga riconosciuta in qualche modo, così come il lavoro di questi artigiani che non si sono fermati nemmeno in lockdown, tenendo duro e continuando a creare, con le serrande abbassate, facendosi compagnia in videochiamata.</span><br><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><u>C’è ancora tanto da fare, quali sono le prospettive future?</u></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify">Le prospettive sono tante. “Compriamo a Napoli” non vuole essere solo una vetrina dove pubblicare lavori artigianali di tutti i tipi, quadri, bigiotteria, oggetti dipinti o ricamati, ma il suo fine è dare un messaggio, veicolare tutto ciò che Napoli rappresenta, racchiuso in qualcosa nato inizialmente come un incoraggiamento in un momento difficile, per far sì che diventi qualcosa di ordinario e trasmetta tutta l’energia e la bellezza della città.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><u>Grazie Giuliana, complimenti per l’iniziativa, non è da tutti e merita stima e un grande in bocca al lupo.</u></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify">Grazie a voi, crepi il lupo.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><div><b>Napoli 09/12/2021</b></div><b class="fs12lh1-5">Articolo a cura di Gianmarco Muriano</b><br><b class="fs12lh1-5">Foto di Claudia Del Giudice</b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 09 Dec 2021 08:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Paure e Fobie]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziana Del Giudice]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000036"><div class="imTAJustify"><b><span class="fs14lh1-5 cf1">Paure e Fobie</span></b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify">Oggi parliamo di paure e di fobie. </div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify">A chi di voi non è mai capitato di provare un vero e proprio terrore nei confronti di qualcosa pur non riuscendo a darsene una spiegazione? Per esempio, l’altro giorno, un forte temporale ha messo a dura prova i miei nervi al punto tale da scatenare le mie più recondite paure e spingermi a rinunciare ad andare al lavoro. Si chiama “Ceraunofobia” (dal greco <i>keraunós</i>, fulmine, e <i>phobos</i>, paura), la paura dei fulmini durante i temporali ed è comune nell’essere umano, specialmente tra i bambini ma anche presente nei cani e nei gatti. Poiché sono entrata nella sfera dell’età adulta da un bel po' di anni, ho pensato che magari sono stata un gatto nella mia vita precedente! <span class="ff1">J</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify">Scherzi a parte, le fobie vanno riconosciute e curate, talvolta anche ricorrendo ad un supporto psicologico, soprattutto nei casi più gravi. Analizziamo da vicino i sostantivi paura e fobia.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b>Paura:</b> emozione primaria, innata, universale, presente in tutti gli esseri umani in quanto geneticamente determinata, che ci permette di rispondere in maniera automatica ed immediata ad uno stimolo, preparando il nostro corpo a reagire in modo adeguato, a prendere decisioni, ad apprendere e quindi a ricordare, ciò che abbia una valenza negativa. La paura ha un valore <i>adattivo</i> cioè la sua funzione è quella di avvisarci di un pericolo, portandoci a rispondere immediatamente in modo efficace. L’emozione paura ci guida nelle scelte, si lega al ricordo del pericolo per richiamarlo quando necessario e aiutarci a sopravvivere. Le reazioni davanti ad uno stimolo pauroso sono fondamentalmente: attacco o fuga ma ci sono anche l’immobilità, come per esempio davanti ad un animale pericoloso o la finta morte, o svenimento, davanti ad un evento traumatico.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b>Fobia:</b> è una manifestazione emotiva intensa, persistente, duratura, una paura sproporzionata rispetto a qualcosa che non rappresenta un vero pericolo ma viene percepito come tale, ad esempio, la “Cinofobia”, o paura irrazionale dei cani. Lo stato d’ansia che ne deriva è incontrollabile e chi la prova, mette in atto una serie di comportamenti utili a fronteggiare la situazione. I sintomi che ne scaturiscono sono: tachicardia, vertigini, disturbi gastrici, senso di soffocamento, ecc. L’ansia porta ad evitare l’oggetto o la situazione che fa paura, provocando disagio e compromettendo la qualità della vita dell’individuo fobico.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><u>Qual è la differenza tra paura e fobia?</u></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify">La <b>paura </b>nasce di fronte a un pericolo ben individuato nella sua natura e circoscritto nello spazio e nel tempo ed è proporzionale al rischio cui si è consapevoli di essere esposti, come per esempio la paura che ci assale quando ci troviamo improvvisamente di fronte ad un cane randagio che si mostra aggressivo e quindi pericoloso per la nostra incolumità.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify">La <b>fobia</b> si crea quando una paura è determinata da una situazione percepita come pericolosa che provoca ansia ingiustificata, ad esempio nel caso della paura di tutti i cani, anche del cucciolo del vicino che ti corre incontro per farti le feste. Al contrario della paura non è proporzionale al rischio cui si è consapevoli di essere esposti. La fobia si mantiene nel tempo per il processo mentale e comportamentale chiamato <b>“evitamento”</b>. Pertanto, chi soffre di una fobia, organizza la propria vita in modo tale da evitare il più possibile il contatto con l’oggetto o la situazione temuta. </div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify">In conclusione, le fobie sono molto più gravi ed invalidanti delle paure e nonostante la maggior parte delle persone ne riconoscano l’irrazionalità, non sono in grado di controllare le proprie reazioni se ne sono sopraffatte.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify">Qui di seguito, trovate una lista delle fobie più comuni; hanno tutte dei nomi particolari, derivate perlopiù dal greco antico. In quali vi riconoscete e soprattutto, come reagite quando vi imbattete nell’oggetto o in una situazione per voi altamente ansiogena? Fuggite o mettete in atto una serie di comportamenti atti a contrastare o ad evitare il “mostro”? Attendo vostri consigli e suggerimenti mentre il cielo si sta pericolosamente rannuvolando, promettendo un <i>pauroso</i> temporale.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b>Agorafobia:</b> intensa paura dei luoghi aperti o affollati</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b>Claustrofobia</b>: paura degli spazi ristretti.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b>Aracnofobia:</b> paura dei ragni</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b>Nosofobia</b>: paura di sviluppare possibili malattie</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b>Tripanofobia:</b> paura di aghi ed iniezioni</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b>Acrofobia</b>: paura dell’altezza</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b>Aerofobia</b>: paura di volare</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b>Tanatofobia</b>: paura della morte</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify">…e per finire con un sorriso, una fobia rara:</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b>Hipopotomonstrosesquipedaliofobia</b>: paura delle parole lunghe!</div><div class="imTAJustify"><br></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"> </div><b class="fs12lh1-5">Napoli 24/10/2021</b><br><b class="fs12lh1-5">Articolo a cura di Tiziana Del Giudice</b><br><b class="imTAJustify fs12lh1-5">Foto di Tiziana Del Giudice</b><div class="imTAJustify"><b></b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 30 Oct 2021 21:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Buona Strada don Carlo!]]></title>
			<author><![CDATA[Gianmarco Muriano]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000035"><div class="imTAJustify"><b><span class="fs16lh1-5 cf1">Buona Strada don Carlo!</span></b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify">Dal 3 Luglio 2021 Pozzuoli ha un nuovo Vescovo ausiliare: è monsignor Carlo Villano, della diocesi di Aversa, a cui è stato assegnato il titolo di Sorres (diocesi in realtà dismessa nel 1969, ma il cui appellativo è ancora valido ed assegnabile). La cerimonia ufficiale si è svolta il 19 Settembre in Piazza De Curtis a Monterusciello, a cui hanno partecipato varie figure di spicco, tra cui numerosi sindaci dei comuni dell’hinterland napoletano e casertano, e altrettanti vescovi delle diocesi confinanti con quella di Pozzuoli e Ischia.</div> &nbsp;<div class="imTAJustify">È la prima investitura che conta per don Carlo, la cui lunga carriera ha visto una serie così varia di ruoli che sarebbe difficile elencarli tutti. Ma in ciascuno di essi ha riversato il suo grande cuore e la passione che da sempre lo contraddistingue. </div> &nbsp;<div class="imTAJustify">Continua, quindi, il legame di don Carlo con il territorio costiero nord napoletano, dopo i 14 anni trascorsi come parroco della Chiesa di San Luca Evangelista a Varcaturo. Durante questa lunga esperienza, il neo vescovo si è distinto per aver fondato il gruppo di scout affiliato alla parrocchia, tutt’oggi attivo, e per numerose iniziative a favore del territorio, tra cui vorrei menzionare le marce organizzate in segno di protesta contro i roghi tossici e le discariche che da anni spuntano come funghi nel casertano, le cui esalazioni arrivano fin sulla costa. Inoltre in quegli anni ha ricoperto il ruolo di assistente ecclesiastico della zona Liternum, si è speso nella formazione, a livello locale e regionale, per le Ross e per varie associazioni ed eventi legati all’AGESCI, essendo Assistente nazionale di Branca R/S.</div> &nbsp;<div class="imTAJustify">Insomma don Carlo si è sempre caratterizzato per il suo impegno sociale, per le iniziative rivolte ai giovani e ha lasciato il segno nel territorio in cui ha operato, rimanendo nei cuori delle persone.</div> &nbsp;<div class="imTAJustify">E proprio alle persone è rivolto il discorso del nuovo vescovo ausiliare, il cui motto fin dall’inizio della sua ordinazione è “Per Evangelium vos genui” (vi ho generati tramite il Vangelo): ha parlato di camminare insieme, dell’importanza della vicinanza dei fedeli e del dovere che la Chiesa ha nel seguirli e affiancarli, sottolineandone la missione episcopale nel farsi promotrice di inclusione per apprezzare la diversità e la varietà che il territorio e i suoi cittadini offrono.</div> &nbsp;<div class="imTAJustify">Anche il vescovo di Pozzuoli, monsignor Gennaro Pascarella, introducendo la cerimonia della nomina di don Carlo, nella sua lunga omelia ha posto l’enfasi sul ruolo pastorale della Chiesa e dei vescovi, il cui compito di guida del gregge dei fedeli deve essere ben saldo nelle loro menti e cuori, seguendo il verbo del Vangelo ma sempre al servizio dei cristiani.</div> &nbsp;<div class="imTAJustify">La nomina di monsignor Carlo Villano, quindi, rappresenta una continuità con il lavoro svolto nel corso del tempo dal vescovo di Aversa, e lascia ben sperare ad un proseguimento nell’impegno sociale, oltre che religioso, riducendo la distanza che nell’ultimo periodo si è venuta a generare tra la Chiesa e le persone. </div> &nbsp;<div class="imTAJustify">Chi conosce Don Carlo sa bene quanto a cuore gli siano sempre stati gli interessi dei membri della sua comunità e, al di là del titolo e del prestigio, non vi sono dubbi sul fatto che il sommo pontefice non poteva effettuare scelta migliore.</div> &nbsp;<div class="imTAJustify">In bocca al lupo don Carlo, Buona Strada insieme!</div> &nbsp;<div class="imTAJustify">Un fedele sostenitore.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><div><b>Pozzuoli 01/10/2021</b></div>

<div><b>Articolo a cura di Gianmarco Muriano</b></div>

<div><b>Foto di Claudia Del Giudice</b></div></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 Oct 2021 17:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Gocce di storia ]]></title>
			<author><![CDATA[Raffaele Bocchetti]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000034"><div class="imTAJustify"><b><span class="fs20lh1-5">IL FASCINO DI UNA STORIA MILLENARIA: </span></b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"> </div> &nbsp;<div class="imTAJustify"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;La Crypta Neapolitana (Grotta di Pozzuoli), viene menzionata da &nbsp;Gaius Petronius Arbiter, nel suo capolavoro “Satyricon” scritto nella metà del I secolo. Si tratta di una grotta scavata nel tufo,<span class="ff1"> </span><span class="ff1">Una importante strada di comunicazione fra Neapolis e Puteoli</span>. Dal lato di Mergellina, ai piedi della collina di Posillipo<b><i><span class="fs18lh1-5"> </span></i></b>(Pausilypon: pausa del dolore), dietro la chiesa di &nbsp;Piedigrotta, un po’ più in alto , sorge un piccolo &nbsp;parco divenuto famoso perché &nbsp;conserva un colombario di età romana che &nbsp;tradizionalmente contiene &nbsp;il cenotafio di Virgilio, morto a Brindisi il 21 settembre del <span class="fs12lh1-5 cf1">19 a.C.</span> 19 a.C <span class="fs12lh1-5">calendario giuliano</span>, di ritorno da un viaggio in Grecia<span class="fs12lh1-5 cf1">Grecia</span> e sepolto a Napoli. La tomba è sapientemente orientata in modo tale da ricevere luce durante tutto l’arco del giorno. L'urna che conteneva i resti fu trasportata a napoli e sembra sia andata dispersa nel Medioevo. Sulla tomba fu posto il celebre epitaffio: « Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc Parthenope : cecini pascua rura duces» ( Mantova mi generò, la Calabria mi rapì la vita, ora Napoli mi conserva; cantai pascoli, campagne, generali) <span class="fs12lh1-5">Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nuncParthenope; cecini pascua rura duces</span>. Dal 22 febbraio 1939, il parco contiene anche il monumento sepolcrale di Giacomo Leopardi, morto a Napoli, sepolto inizialmente nella vecchia chiesa di S. Vitale a Fuorigrotta<span class="fs12lh1-5 cf1">chiesa di San Vitale Martire</span> &nbsp;<span class="fs12lh1-5 cf1">Fuorigrotta</span> e poi traslato. Le spoglie dei due grandi poeti riposano in un angolo di pace, ove si ode il canto degli uccelli tra alberi e piante in verità un po’ trascurati. All'ingresso della &nbsp;Tomba di Virgilio, attaccata alla parete rocciosa, si nota una piccola epigrafe marmorea, apposta nel 1554 dai canonici del vicino convento di S. Maria di Piedigrotta. Il testo sarcastico e spiritoso testimonia l’incertezza sull’ospite del monumento, se davvero si tratti del sepolcro di Virgilio. Essa recita in latino: "<i>Qui cineres? Tumuli haec vestigia: conditur olim / ille hic qui cecinit pascua rura duces"</i> ("Quali ceneri? Queste sono le vestigia del tumulo. Fu sepolto un tempo qui colui che cantò i pascoli, i campi, i condottieri"). Si tratta realmente di Virgilio? E’ comunque davvero emozionante trovarsi &nbsp;davanti &nbsp;alla dimora sepolcrale di quei due grandi poeti perché si intuisce che la memoria sopravvive alla distruzione materiale poiché la poesia ha la funzione esternatrice che lega i vivi ai morti. Publio Virgilio Marone nacque &nbsp;il 15 ottobre del 70 a a.C., pochi anni prima della nascita di Gesù, ad Andes, nell'antica città di Mantua ( Mantova), nella Gallia Cisalpina divenuta parte integrante dell’Italia romana. &nbsp;Frequentò la scuola di grammatica a Cremona e poi la scuola di filosofia a Napoli dove si avvicinò alla corrente filosofica epicureista grazie a Sirone studiando eloquenza alla scuola di Epidio. Quegli studi avrebbero dovuto prepararlo alla professione &nbsp;di avvocato e avviarlo al mondo della politica. Era però di natura mite, &nbsp;riservato e timido, e dunque quanto mai inadatto a parlare in pubblico. Cadde per questo in una profonda depressione e a circa trent’anni si trasferì &nbsp;a Napoli ove seguì la scuola dei filosofi Filodemo di Gadara e Sirone. Nel &nbsp;&nbsp;I &nbsp;secolo a.C. <sup> </sup>Ottaviano Augusto che dalle violenze e dall’anarchia dilaganti, dopo l’assassinio di Giulio Cesare, elevò il dominio di Roma ai più alti fastigi, si circondò di poeti e prosatori che segnarono il periodo più luminoso della letteratura latina. Era anche un grande protettore di artisti e fine intenditore di ogni tipo di arte. Egli stesso compositore di liriche ed epigrammi, volle nella sua fastosa corte i più insigni ingegni del momento come Orazio, autore delle Odi e delle Satire e &nbsp;Virgilio Marone che aveva studiato i poeti greci idilliaci, tra i quali Teocrito, e aveva composto le Bucoliche che comprendevano liriche che si avvicinavano a quelle di Teocrito. Incoraggiato dal successo che ebbero gli idilli, il giovane poeta affrontò argomenti di più ampio respiro senza però abbandonare l’ambiente da lui prediletto: la campagna e compose le Georgiche nelle quali descrive con alata poesia i lavori dei campi in ogni stagione. Egli non si limita a cantare la semina, l’aratura, la potatura ecc. ma vede in quei lavori una comunione spirituale dell’uomo con la natura, contento del suo lavoro, dei frutti dei suoi campi, dell’amore della sua famiglia, della pace che trae da questa vita sana e lieta. Era allora di moda, quasi a contrasto con le continue e terribili guerre, questa poesia agreste, che lo stesso Orazio in più odi aveva cantato augurandosi di poter presto andare a cercare riposo in una quieta villetta nella pace dei campi. Il &nbsp;suo desiderio fu soddisfatto da Mecenate, ricchissimo patrizio amico dei poeti e suo grande ammiratore che gliene regalò una. Ormai anche Virgilio era entrato nelle grazie di Mecenate e l’imperatore Ottaviano lo aveva in grandissima considerazione tanto da chiedergli di &nbsp;ritessere la storia della nascita di Roma, rievocando le leggendarie avventure di Enea che, sfuggito dall’incendio di Troja e dopo lunghe e strane avventure, approdato nel Lazio, divenne &nbsp;capostipite della gente latina. Ottaviano Augusto sperava che, rievocando, attraverso la potenza epica di Virgilio, le antiche gloriose gesta dei fondatori del popolo latino e celebrando le antiche virtù e l’antica religiosità romana, si potesse rafforzare e rinsaldare la sua grandiosa e vasta costruzione politica e ridestare gli antichi &nbsp;valori nella fiacca e corrotta gioventù romana. La scelta della materia epica non poteva essere più felice. Ma che Enea, per volere divino si fosse recato nel Lazio e che suo figlio Ascanio avesse fondato Albalonga e fosse divenuto capostipite della gente Giulia, era una leggenda popolare romana, che si era tramandata per lunghi secoli e narrata da tutti gli storici romani tra cui Tito Livio. Solo con la lettura si potrà apprezzare il pregio ed il valore universale dell’Eneide che con &nbsp;la bellezza, la varietà, l’appassionante svolgersi degli episodi ha condizionato e caratterizzato in maniera profonda lo sviluppo della vita culturale e letteraria. &nbsp;Insieme all’Iliade e all’Odissea, l’Eneide ci ha dato la possibilità di conoscere non solo l’aspetto culturale, ma anche gli aspetti peculiari della civiltà delle origini, sentimenti e situazioni universali in cui ciascuno può riconoscersi. Prima di morire, Virgilio raccomandò ai suoi compagni di studio Plozio Tucca e Vario Rufo di distruggere il manoscritto perché, per quanto l'avesse quasi terminato, non aveva fatto in tempo a rivederlo. I due però consegnarono l’opera all'imperatore, e l'Eneide, divenne in breve il poema nazionale romano. L'opera di Virgilio, presa a modello e studiata, ha avuto una profondissima influenza sugli autori occidentali, in particolare su Dante Alighieri che nella sua Divina Commedia rappresenta &nbsp;Virgilio come la guida nell’Inferno e nel Purgatorio ( “O de li altri poeti onore e lume, vagliami ‘l lungo studio e ‘l grande amore che m’ha fatto cercar lo tuo volume” Inferno, Canto I – 81/83). A Napoli Virgilio era divenuto il simbolo dell'identità e della libertà politica nonché protettore della città e questo non era gradito al Vaticano e innanzitutto ai normanni che nel XII secolo consentirono all’inglese Ludowicus, filosofo e stregone, di profanare il sepolcro del poeta per asportarne l’urna al fine di distruggere l’oggetto di culto che rappresentava proprio il simbolo di quell’autonomia che aveva fatto di Napoli una città libera. Il popolo napoletano, però, salvò i resti trasferendoli a Castel dell’Ovo. Nei sotterranei del quale furono nascosti definitivamente dai normanni. La figura del poeta si ammantò di magia e i napoletani riconobbero nei suoi scritti potenzialità oracolari e protettive. Tra aneddoti e &nbsp;fantasiose ricostruzioni la gente di Napoli, &nbsp;scaramantica per tradizione, attribuiva al poeta la capacità di allontanare la iattura e addirittura la magia di aver costruito Castel dell’Ovo sopra il guscio di un uovo di struzzo fatato che, se si fosse rotto, la città sarebbe caduta nelle più terribili disgrazie e preda di invasioni cruente. La leggenda vuole che l’uovo sia stato &nbsp;&nbsp;trovato e distrutto da Corrado di Querfurt, cancelliere dell'imperatore Enrico VI inviato nel XII secolo a conquistare il Regno di Sicilia &nbsp;che comprendeva anche la città di Napoli. &nbsp;Napoli e il circondario ricorrono spesso negli scritti e nelle opere di Virgilio. &nbsp;Secondo la tradizione biografica Virgilio visse a Napoli gran parte della sua vita (liberali in otio) e aderì con libertà di pensiero alla dottrina epicurea. La Campania e la Sicilia furono per il Poeta un’oasi di pace, la dimora confortevole e protettiva. Esistono molte tracce della &nbsp;Sicilia: buona metà del III libro dell’Eneide è ambientato in quell’isola &nbsp;con una puntuale &nbsp;descrizione dell’Etna, &nbsp;ed il libro V è tutto ambientato lì. Rapidi accenni si troveranno pure nelle Georgiche, ma la Campania è certamente più documentabile ed influenzò profondamente e positivamente l’animo del Poeta che mostrò il frutto migliore della educazione epicurea nel connotare di un’alta valenza di pensiero l’amore per la natura vista come rifugio spirituale, come oasi dopo le guerre civili, ma anche come scoperta di insopprimibile dimensione dello spirito. I versi finali delle Georgiche ( “Illo Vergilium me tempore dulcis alebat Parthenope styudiis fiorente ignobilis oti, carmina qui lusi pastorem audaxque iuventa …”) testimoniano il lungo &nbsp;soggiorno di Virgilio a Napoli. Il Mezzogiorno d’Italia fu inteso dal Poeta come paesaggio umano dove il destino dell’uomo si realizza alla scoperta della natura e delle risorse della terra. &nbsp;Anche i campi Flegrei &nbsp;&nbsp;&nbsp;sono argomenti ricorrenti nelle opere di Virgilio. Molti riferimenti a questa terra si incontrano nell’Eneide. &nbsp;Cuma, Pozzuoli, Ischia e Procida &nbsp;ricorrono con frequenza nei suoi scritti. Virgilio fu un rilevante protagonista della storia campana. Lo storico Dionigi di Alicarnasso, riferendosi all’Eneide immaginò una fantasiosa e affascinante ipotesi sul nome di Procida. La nutrice di Enea che si chiamava Procida, morì durante il viaggio dell’eroe verso Roma, mentre la nave si trovava nei pressi di Vivara, isoletta collegata a Procida da un ponte. La donna venne lì sepolta e in suo onore Procida prese il suo nome. E’ un fatto storico inconfutabile che Virgilio volle essere seppellito a Napoli come riferisce Svetonio &nbsp;nella biografia del poeta &nbsp;nel suo “ De viris illustribus “. Il legame tra il grande poeta e Napoli non si è mai interrotto tanto che &nbsp;il suo sepolcro divenne quasi un tempio da onorare e ancora oggi attrae tantissimi visitatori.<b></b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="cf2"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="cf2"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs14lh1-5">Raffaele Bocchetti</span></div> &nbsp;<div><span class="cf2"> </span></div> &nbsp;<div><span class="cf2"> </span></div> &nbsp;<div> </div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 09 Aug 2021 16:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[XXVII Convegno Nazionale di Teologia: tra anacronismo e riforma]]></title>
			<author><![CDATA[Gianmarco Muriano]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000031"><div><b><span class="fs14lh1-5 cf1">XXVII Convegno Nazionale di Teologia: tra anacronismo e riforma</span></b></div><div><b><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></b></div><div><div class="imTAJustify">In un contesto storico come quello odierno, quasi ci si stupisce che ad un convegno di teologia ci possano essere spettatori diversi da prelati e personalità religiose. Il motivo è evidente: negli ultimi decenni la religione ha smesso di esercitare un ruolo centrale nella vita degli italiani, e questo è ancora più visibile nelle generazioni più giovani. </div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Da un lato la causa può essere identificata nella progressiva secolarizzazione della società, con un focus sempre più orientato sull’individuo: si è perso il senso di comunità, si sono frammentati gli interessi, così tanto che la religione è passata in secondo piano per molte persone. Dall’altro è anche per la difficoltà della religione stessa di essere al passo con i tempi: troppo spesso chiusa sulle sue posizioni, autoreferenziale, antica, superata. Tant'è che persino papa Francesco, il sommo pontefice, di recente ha affermato che la Chiesa deve essere "in uscita", deve cioè aprirsi alle persone, andando loro incontro, per superare i confini delle singole comunità, per portare speranza anche nelle zone più periferiche, per evitare di "ammalarsi da chiusura".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">E con la religione e la Chiesa, tale problema è evidente ancor di più per la teologia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Essa viene vista come uno sterile esercizio teorico, poco pragmatico e quanto mai anacronistico. Eppure la teologia affonda le sue radici fin nel VII secolo a.C. Questo perché l’uomo si è sempre interrogato sull’esistenza di una qualche forma di divinità. Nel tempo la teologia ha assunto aspetti diversi, incentrandosi su tematiche differenti, ma alla base c’è sempre stata la riflessione sul rapporto tra uomo e Dio (qualunque esso sia) e sui caratteri riconosciuti di volta in volta come segni del divino. In questo esercizio stesso è ravvisabile la natura intrinseca dell’uomo, scisso tra curiosità e necessità di dare una spiegazione e un senso all’esistenza. Ecco che la teologia si fonde con l’antropologia: non a caso molti pensatori, tendenzialmente scettici come Feuerbach, Marx, Nietzsche o Freud, hanno tenuto in grande considerazione la teologia, contestualizzandola però in una dimensione sociale, individuale, ma anche politica o psichica. Insomma umana.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Ecco perché il tema principale del XXVII Convegno Nazionale della Teologia, che si terrà a Napoli, nella suggestiva location della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale sita in via Petrarca, &nbsp;dal 30 Agosto al 3 Settembre, sarà proprio fare luce sulla possibilità della teologia di essere ancora attuale, di rinnovarsi e contestualizzarsi, di tornare ad essere promotrice di una riflessione e di uno studio non più legato solo alla sfera religiosa, dove è ormai stata relegata negli ultimi anni, ma culturale. E per farlo dovrà uniformarsi al cambiamento stesso dell’uomo e della società intercorso negli ultimi anni, per colmare la distanza che si è creata e magari rivedere la metodologia alla base del fare teologia in un contesto più moderno.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il dibattito è quanto mai stimolante e interessante, al di là della religiosità dei singoli individui, poiché è un tema che ci tocca più di quanto non crediamo. Appuntamento a fine estate dunque.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs10lh1-5">Napoli 21/06/2021</span></b></div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5"><span class="fs10lh1-5">Articolo a cura di Gianmarco Muriano</span></b></div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5"><span class="fs10lh1-5">Foto di Claudia Del Giudice</span></b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 21 Jun 2021 16:50:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Gocce di storia di Napoli]]></title>
			<author><![CDATA[Raffaele Bocchetti]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000030"><div><b><span class="fs20lh1-5 cf1">L’ ANGOLO DELLA CULTURA </span></b></div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">La diffusione della conoscenza è un importante e doveroso &nbsp;esercizio che viene assolto dalle &nbsp;università, dalla scuola, e da riviste specializzate. &nbsp;Anche la &nbsp;</span><b class="fs12lh1-5">Stars Web TV </b><span class="fs12lh1-5">è impegnata &nbsp;in tal senso attraverso la selezione di alcune e più significative iniziative finalizzate a promuovere la cultura. Questa volta abbiamo voluto mettere in risalto una delle più meritevoli prerogative &nbsp;della rivista “</span><b class="fs12lh1-5">IL CONFRONTO</b><span class="fs12lh1-5">” che, con un articolo di </span><b class="fs12lh1-5">Raffaele Bocchetti</b><span class="fs12lh1-5">, &nbsp;ha inteso offrire ai lettori l’opportunità di valorizzare &nbsp;la memoria di eventi storico-culturali che hanno distinto la storia musicale della Napoli antica, storia di un glorioso passato che non deve assolutamente cadere nell’oblio in quanto &nbsp;espressione delle nostre radici dalle quali dipende il nostro futuro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b>Napoli 09/06/2021</b></span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf2">a cura di Raffaele Bocchetti </span></b></div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5"><span class="fs18lh1-5 cf2">dalla rivista "</span></b><b class="fs12lh1-5"><span class="fs24lh1-5 cf2">Il Confronto</span></b><b class="fs12lh1-5"><span class="fs18lh1-5 cf2">"</span></b></div><div class="imTAJustify"><div><b></b></div></div><div class="imTAJustify"><div>A &nbsp;piazza Plebiscito, agli inizi del ‘900, si trovava il “ Caffè Turco ” proprio dove oggi trova posto il Circolo Ufficiali. Era un vero palcoscenico all’aperto attivo e brioso, consacrato alla canzone napoletana. Fra i tavolini del caffè, che occupavano una larga parte della grande piazza, si alternavano grandi tenori, macchiettisti e musicisti che interpretavano canzoni inedite come “ L’ammore che fa fa’ ” di Murolo e De Curtis - “Comme se canta a Napule ” di E.A. Mario - Ninì Tirabusciò di Califano e Gambardella. Era quello un vero cantiere di nuove musiche e proprio attraverso l’attività pulsante di quel &nbsp;ritrovo tutte le canzoni nate intorno al 1910, arrivarono rapidamente al grosso pubblico. Il “Caffè Turco” era davvero un tempio della canzone &nbsp;tanto che perfino un suo cameriere, tale Giuseppe Capaldo, cantava e componeva. Aveva scritto i versi di “Comme facette mammeta” che divenne un punto di riferimento nella storia della canzone napoletana. Anche “Ninì tirabusciò” fu lanciata in quel caffè e catturò subito l’attenzione del pubblico maschile perché oltre ad essere chiaramente una canzone mordace, una presa in giro delle sciantose napoletane che si attribuivano nomi esotici, fu interpretata da una sconosciuta attrice romana, Maria Sarti, che inventò la famosa “ mossa ” che la rese celebre. In quel periodo fece furore “Quanno tramonta ‘o sole” di Ferdinando Russo e Salvatore Gambardella, un carezzevole e nostalgico motivo il cui successo è strettamente legato a Gennaro Pasquariello, considerato il più grande interprete della canzone napoletana di tutti i tempi. Pasquariello, di umili origini, &nbsp;nacque a Napoli l’8 settembre del 1869 e iniziò a lavorare giovanissimo come commesso nel negozio di stoffe di uno zio. Durante il lavoro cantava in continuazione tutti i motivi dell’epoca e cantava così bene che tutti gli avventori lo ascoltavano con immenso piacere e lo spronavano a tentare la via dell’arte. Il giovane, incoraggiato dai tanti complimenti, chiese un’audizione all’impresario Scotto del café chantant nella Galleria Principe di Napoli. In quella occasione interpretò in maniera superlativa la macchietta “ ‘o scatobbio” (il gobbo) mettendoci tutto se stesso. L’impresario capì di trovarsi di fronte ad un grande artista e gli offrì subito una scrittura molto soddisfacente dal punto di vista economico. Pasquariello fu ovunque &nbsp;molto apprezzato ed ebbe uno straordinario e immediato successo per la sua singolare &nbsp;capacità di interpretare indifferentemente e con eguale bravura ruoli diversi: passava con disinvoltura dalla interpretazione comica a quella tragica e con una voce tutta &nbsp;particolare. Divenne il più ambito artista per tutti i teatri e, infatti, il più noto dei teatri italiani, il salone Margherita di Napoli, &nbsp;lo scritturò per una cifra astronomica. Il giovane cantante non era quello che si può definire un bell’uomo ma era dotato di un fascino particolare, di una personalità così forte e di una tale simpatia che non appena raggiungeva il palcoscenico strappava applausi a profusione. In quel periodo anche Elvira Donnarumma, meravigliosa interprete della canzone napoletana dalla straordinaria voce, raggiunse una grande fama &nbsp;a Napoli e &nbsp;divenne grande amica di Pasquariello. Con lui divise fama e successi e, in breve tempo, divennero il binomio più celebre e più pagato dei teatri napoletani e non solo. Pasquariello più si arricchiva e più diventava &nbsp;estremamente parsimonioso tanto che a Napoli si diffusero tantissimi aneddoti &nbsp;sull’argomento. &nbsp;Si racconta infatti &nbsp;che Raffaele Viviani, grande commediografo, attore e compositore napoletano, innamoratosi della sorella della fidanzata di Pasquariello, &nbsp;gli chiese di aiutarlo nel combinare un incontro con la bellissima ragazza. Il cantante si dichiarò subito disponibile e, una sera &nbsp;che si trovava a casa della fidanzata, invitò &nbsp;Viviani a mettersi sotto l’abitazione e attendere il segnale per poter salire. Gli avrebbe lanciato dalla finestra &nbsp;una monetina da due lire. Raffaele Viviani attese invano per ore, poi andò via disilluso. Si seppe che Pasquariello non lanciò mai quella la monetina perché pensò che non gli sarebbe stata più restituita. </div><span class="fs12lh1-5">A Napoli oltre al caffè Turco, le “copielle” &nbsp;erano un altro sistema per diffondere le canzoni. Erano fogli volanti sui quali venivano stampati i testi e a volte sul retro anche lo spartito. Anche le &nbsp;“periodiche”, poi, &nbsp;contribuirono in maniera notevole alla diffusione delle nuove canzoni. Erano delle &nbsp;riunioni che si tenevano in case private per ascoltare canzoni e motivi inediti tra un sorso di vino e l’assaggio di taralli con le mandorle. Da qui nasce il detto: “ finisce a tarallucci e vino” (nel migliore dei modi, in maniera amichevole). Gennaro Pasquariello non fu solo interprete ma fu lui stesso autore di canzoni. Quando si ritirò dall’attività artistica poteva contare su un consistente conto in banca che però, nel dopoguerra, a causa di una improvvisa svalutazione della moneta, si ridusse a nulla tanto da farlo diventare povero da un giorno all’altro. Tutta la stampa ed il mondo dell’arte e della cultura napoletana si adoperarono con ogni mezzo in una sottoscrizione a suo favore. Finanche Mario Scelba, allora presidente del Consiglio, intervenne con un consistente aiuto. Le offerte furono tante ed il cantante accettò di buon grado un bel po’ di denari che gli consentirono una vita tranquilla fino alla sua fine, che avvenne nella sua casa di Via dei Mille il 26 gennaio del 1958. &nbsp;La sua amica Elvira Donnarumma era di salute cagionevole tanto che il grande medico molisano Antonio Cardarelli, visitandola, la esortò ad abbandonare quel lavoro così faticoso, altrimenti le conseguenze sarebbero state drammatiche. Lei &nbsp;non volle ascoltarlo, anzi, una volta incontrandolo in un teatro, con aria scanzonata, gli disse che qualche volta anche lui poteva sbagliare. Cardarelli le rispose che era felice di essersi sbagliato, ma, purtroppo a sbagliarsi era stata la cantante che, dopo breve tempo, dovette &nbsp;congedarsi dalle scene, ormai gravemente malata, nel 1932. Morì un anno dopo, il 22 maggio del 1933. Quando morì ottenne attestati di stima da parte di tantissimi personaggi pubblici importanti ed il mondo dello spettacolo pianse la perdita di una grande e amata artista.</span><br><span class="fs12lh1-5">Queste succinte note storiche vogliono sottolineare &nbsp;i passaggi più significativi della canzone napoletana del &nbsp;periodo d’oro che seguirono il &nbsp;percorso parallelo alla storia di Napoli e alla sua cultura.</span><br><span class="fs12lh1-5">Mi auguro che queste piccole notizie su personaggi celebri, su grandi nomi della cultura e dell’arte contribuiscano a mantenere vivo il ricordo di una grande Napoli, di una città dal grande &nbsp;passato perché se si perde il contatto col passato, con le proprie radici, si perde la fierezza della propria storia, della propria cultura, si perde la propria dignità, si decade rapidamente e si viene cancellati dalla storia.</span><br> &nbsp;<div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<b> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Raffaele Bocchetti &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</b><b></b></div> &nbsp;<div> </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 09 Jun 2021 17:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Siamo tutti fuori di testa per i Måneskin]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziana Del Giudice]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=musica"><![CDATA[musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002F"><div><b class="fs12lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf1">Siamo tutti </span><i><span class="fs14lh1-5 cf1">fuori di testa</span></i><span class="fs14lh1-5 cf1"> per i M</span></b><b class="fs12lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf1">å</span></b><b class="fs12lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf1">neskin</span></b><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Eurovision Song Contest, Rotterdam 2021: terza vittoria italiana in 65 anni.</span><br></div><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Stamane mi sono svegliata con una musica in testa che parlava di chi invece era “fuori di testa perché diversi da loro”. Una band di ragazzi da fare invidia al mondo perché belli e dannati, perché nell’immaginario collettivo rappresentano quelli che ce l’hanno fatta nonostante l’ambiente competitivo della musica odierna. Vent’anni e aver già calcato vittoriosi due dei più importanti palchi della musica nazionale ed europea: Sanremo e l’Eurofestival. Giovani e freschi con tanti centimetri di pelle tatuati e non, esibiti per la gioia di occhi che questa sera hanno assistito ad uno spettacolo di cui si aveva bisogno come quell’aria di cui il COVID ci aveva a lungo privato.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Ho chiesto a mia figlia se avesse mai assistito all’Eurofestival e alla sua risposta negativa, l’ho invitata a guardarlo con me alla TV. Subito la perfetta esponente della Generazione Z, armata di </span><i class="imTAJustify fs12lh1-5">ipad </i><span class="imTAJustify fs12lh1-5">e cellulare, ha buttato un occhio alla gara canora e incredibilmente ne è stata catturata. Fra un twitter e l’altro, condivisi con la sua genitrice boomer, ha commentato in diretta le performance di Russia, Lithuania, Ucraina e Islanda, scaricando addirittura una App che le permetteva di sceglierne e votarne una. &nbsp;Immediatamente abbiamo notato un’enorme quantità di paillettes e lustrini e soprattutto una marea di belle donne che inevitabilmente hanno focalizzato l’attenzione di una vasta fetta di pubblico. Scene, luci e colori, con l’effetto di una realtà aumentata, hanno fatto da sfondo ai cantanti e ai ballerini che nonostante la giovane età, mostravano un’esperienza degna di Gianni Morandi o Al Bano, ancora in auge dopo decenni.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">I Måneskin (in danese vuol dire “chiaro di luna”), si sono esibiti per 24esimi, in rappresentanza dell’Italia. &nbsp;La Svizzera e la Francia si sono contese all’inizio delle votazioni i primi posti, lasciando di volta in volta la canzone italiana “Zitti e buoni”, al quarto o al quinto posto finché il televoto da casa ha determinato con oltre 300 voti i vincitori della sessantacinquesima edizione.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Il bel Damiano, front man del gruppo, ha esultato abbracciando e baciando gli altri tre componenti (Thomas, Ethan e Victoria), facendoci letteralmente urlare per l’emozione.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Pensandoci bene, questa vittoria ha rappresentato una sorta di rivincita, una rinascita ed una ripartenza. Lo so: l’Italia non è solo canzoni e spettacolo ma vedere quei quattro giovani Italiani vincitori sul palco europeo, ha acceso in me come forse in tanti altri, una speranza e una voglia di ricominciare dopo l’ibernazione da COVID.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Quando alla fine i Måneskin hanno riproposto il loro brano sul palco dello Ahoy di Rotterdam, usando perfino le parole che gli erano state censurate per permettergli la partecipazione alla gara, ci siamo sentiti finalmente liberi di vivere, di nuovo.</span><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><div><b>Napoli 23/5/2021</b></div><b class="fs12lh1-5">Articolo a cura di Tiziana Del Giudice</b><br><b class="fs12lh1-5">Foto di Claudia Del Giudice</b><div><b></b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 25 May 2021 10:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Contagiati dall’amore]]></title>
			<author><![CDATA[Claudia Del Giudice]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002E"><div class="imTAJustify"><b><span class="fs16lh1-5 cf1">Contagiati dall’amore</span></b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify">Dipendenze, ne ho incontrate tante, incrociando corpi sfibrati e sguardi stanchi in cerca di aiuto.</div> &nbsp;<div class="imTAJustify">La Pasqua è davvero motivo di resurrezione per tutti? Alla costante ricerca di un segno, divino o terreno che sia, in grado di dare un senso alle nostre vite, di rivelarci che stiamo percorrendo la strada giusta, poche volte ci accorgiamo che le testimonianze sono sempre più tangibili nelle azioni di coloro che, quotidianamente impegnati nel sociale, lottano per garantire un’esistenza migliore agli indifesi, gli emarginati, i più fragili, i borderline. Purtroppo, le strutture esistenti spesso sono inadeguate, assolutamente non pronte ad accogliere e a curare i pazienti <b><span class="cf2">doppia diagnosi</span></b><span class="cf2">.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="cf2">L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la Comorbidità o </span><b><span class="cf2">Doppia Diagnosi</span></b><span class="cf2"> la coesistenza nel medesimo individuo di un disturbo dovuto al consumo di sostanze psicoattive ed un altro disturbo psichiatrico. Più precisamente, i pazienti doppia diagnosi sono quelli che presentano, oltre alla dipendenza patologica, anche disturbi psichiatrici: bipolarità, schizofrenia, depressione grave, disturbi ossessivo-compulsivi, disturbi della personalità.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="cf2">Frasi come “sono irrecuperabili”, “ha il cervello bruciato per le troppe droghe a cui è ricorso” “non c’è nulla da fare” non possono mettere a tacere la manchevolezza dello stato sociale che abbandona a sé stessi anche i familiari dei malati. Si rende, quindi, necessaria la giusta informazione e la sinergia tra i </span><b><span class="cf2">Centri di Salute Mentale</span></b><span class="cf2"> e i </span><b><span class="cf2">Ser.D.</span></b><span class="cf2"> che, purtroppo, spesso operano in antitesi sul nostro territorio, per evitare che i “malati dell’anima” possano essere additati come i mentecatti tossici dell’umanità circostante. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify">Se solo non fossimo troppo impegnati ad evitare i contagi Covid_19 e più attenti nell’essere contagiati dall’amore verso i più deboli, il mondo avrebbe meno preconcetti. </div> &nbsp;<div class="imTAJustify"> </div> &nbsp;<div class="imTAJustify">Contagiamoci d’amore. Buona Pasqua a tutti! </div> &nbsp;<div class="imTAJustify"> </div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><b>Napoli 04/04/2021</b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><b>Articolo a cura di Claudia Del Giudice</b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><b>Foto di Claudia Del Giudice</b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 04 Apr 2021 13:04:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I volontari in Mostra]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziana del Giudice]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002D"><div class="imTAJustify"><b><span class="fs14lh1-5 cf1">I volontari in Mostra</span></b></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify">Non me l’aspettavo. Che sorpresa! Organizzazione, gentilezza, solerzia le parole chiave ma potrei continuare con l’elenco per un po’. &nbsp;Sto parlando dell’operazione vaccini e di come si è svolta, di come il dispiegamento di volontari e forze dell’ordine abbiano assicurato la riuscita dell’impresa nel cuore di una città che non brilla per l’efficienza. Napoli e il suo Vaccine Center alla Mostra d’Oltremare: il primo di tre centri allestiti per dichiarare guerra al famigerato Covid-19, il virus che tiene in pugno le nostre vite da oltre un anno. Racconto ovviamente la mia esperienza personale, quella di una figlia di persona fragile e ultra-ottantenne alle prese con un mondo in continua evoluzione che, complice l’incoscienza dell’essere umano, sta auto-distruggendosi in maniera irreversibile. Tornando all’argomento cardine del discorso, non posso fare a meno di lodare i volontari della Protezione Civile, gli assistenti socio sanitari e i medici presenti alla campagna vaccinale: mia madre si è sentita accolta, accompagnata, supportata da persone che non esiterei a definire angeli scesi sulla terra per aiutare i più deboli. &nbsp;Mi riferisco soprattutto ad Alessia, Giuseppe, e tutti quelli che come loro non esitano a prestare la loro opera e le loro braccia a persone anziane o fragili che potrebbero essere I loro nonni o i loro fratelli. La capacità di mettere a loro agio persone spaventate dall’ignoto e di strappare loro un sorriso, di rassicurare e di dispensare amore fa apparire tutto così… semplice. È filato tutto liscio, dal momento in cui abbiamo fatto il nostro ingresso da Piazzale Tecchio dove tutte e due le volte (prima e seconda somministrazione), la mia mamma è stata aiutata a scendere dall’auto e letteralmente sollevata e assistita nel prendere posto in una sedia a rotelle, a causa delle sue difficoltà di deambulazione. In entrambe i casi, i volontari si sono presi cura di lei mentre io al suo fianco mi guardavo intorno cercando di anticipare le prossime mosse. Ero pronta ad attendere chissà quanto tempo e mi preparavo mentalmente all’impresa e invece… pochi minuti per l’inoculazione seguita dai canonici quindici minuti, per osservare eventuali effetti collaterali, e anche il vaccino è diventato storia. &nbsp;Mia madre ha dispensato benedizioni e ringraziamenti ai volontari mentre io pensavo che vorrei essere come loro. La bellezza e la luce che irradiavano i loro volti stanchi (erano in piedi ininterrottamente dalle 8 del mattino ed erano le 17!), rimarranno per sempre nei nostri cuori ma ciò che mi ha colpito maggiormente è stata la semplicità che mettevano nel loro operato: anime belle che fanno sembrare il mondo più giusto e più umano. </div><div class="imTAJustify"><br></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><b> </b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><b>Napoli 31/03/2021</b></div><b class="imTAJustify fs12lh1-5">Articolo a cura di Tiziana Del Giudice</b><br><b class="imTAJustify fs12lh1-5">Foto di Tiziana Del Giudice</b><div class="imTAJustify"><b></b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 31 Mar 2021 21:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[E allora si (vorrebbe) viaggiare]]></title>
			<author><![CDATA[Gianmarco Muriano]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002C"><div><b><span class="fs16lh1-5 cf1">E allora si (vorrebbe) viaggiare</span></b></div><div><b><span class="fs16lh1-5 cf1"><br></span></b></div><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Dopo oltre un anno di pandemia e restrizioni varie, è ormai sempre più forte nelle persone il desiderio di </span><b class="imTAJustify fs12lh1-5">viaggiare</b><span class="imTAJustify fs12lh1-5">, per cultura, piacere o semplicemente per rilassarsi staccando la spina dallo stress quotidiano.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Il mondo del turismo, attualmente, sta vivendo un momento di profonda </span><b class="imTAJustify fs12lh1-5">crisi</b><span class="imTAJustify fs12lh1-5">, per ovvie ragioni, ma fortunatamente si inizia a vedere una </span><b class="imTAJustify fs12lh1-5">luce in fondo al tunnel</b><span class="imTAJustify fs12lh1-5">. Molti paesi hanno dichiarato una data di </span><b class="imTAJustify fs12lh1-5">“fine pandemia</b><span class="imTAJustify fs12lh1-5">”, ovvero un momento in cui la maggioranza della popolazione sarà ormai vaccinata; di pari passo si stanno studiando misure relative ad un </span><b class="imTAJustify fs12lh1-5">“passaporto vaccinale”</b><span class="imTAJustify fs12lh1-5">, che consentirà l’ingresso nel paese solo alle persone che possono dimostrare di essersi sottoposte al vaccino (in caso contrario è necessario provare di aver effettuato un tampone nei giorni precedenti al viaggio oppure bisogna rispettare la quarantena al momento dell’arrivo, ipotesi non proprio piacevole).</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Questo spiega come mai si registrano timide, ma </span><b class="imTAJustify fs12lh1-5">crescenti</b><span class="imTAJustify fs12lh1-5">, </span><b class="imTAJustify fs12lh1-5">prenotazioni </b><span class="imTAJustify fs12lh1-5">di viaggi, sia nazionali che esteri. 1 persona su 4, infatti, partirebbe immediatamente, per non parlare di quelli abituati a viaggiare con una certa frequenza. Se chiedete alla maggior parte delle persone che conoscete quale è il loro sogno nel cassetto, essa, influenzata dal momento storico, probabilmente vi parlerà di un viaggio che avrebbe sempre voluto fare, oltre a scontate banalità sulla fine dell’emergenza, ma questo è un pensiero comune e comprensibile.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Un fenomeno che è destinato ad assumere una certa rilevanza, soprattutto all’inizio del “via libera” ai viaggi, è quello dell’</span><b class="imTAJustify fs12lh1-5"><i>Undertourism</i></b><span class="imTAJustify fs12lh1-5">, ovvero un tipo di turismo rivolto a luoghi meno commerciali, con un’affluenza minore di persone, ma altrettanto invitanti nonostante la poca notorietà. Non sarà infatti facile superare immediatamente la paura accumulata durante un intenso periodo di bombardamento mediatico e terrore instillato da qualsiasi media o istituzione.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Paura o no, prima o poi tutti decideranno di essersi meritati un viaggio. Allora si potrà chiudere gli occhi e immaginare il posto in cui si vorrebbe essere. Mare, a guardare un tramonto con un drink fresco in mano, o montagna, avventurandosi in passeggiate naturalistiche respirando aria fresca? Magari campagna, o forse le praterie argentine. Perché non una grande metropol… ah no meglio evitare i luoghi affollati. Perciò si potrebbe visitare quel famoso monastero inaccessibile, oppure fare immersioni nelle acque caraibiche. Perché non vedere quel borghetto medievale con soli 700 abitanti? E via così.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Scelta la destinazione, non rimane che effettuare la prenotazione, il tampone, e concedersi una o due settimane di agognate vacanze.</span><br><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify">E voi dove vorreste andare?</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><div><b>Napoli 29/03/2021</b></div><b class="fs12lh1-5">Articolo a cura di Gianmarco Muriano</b><br><b class="fs12lh1-5">Foto di Claudia Del Giudice</b></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 28 Mar 2021 22:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ Cellulari o Smartphone]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziana del Giudice]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002B"><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf1">4. Cellulari o Smartphone</span></b><br></div><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Ehilà Amici Boomers!</span><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Vi sarete certamente chiesti almeno una volta quale sia la differenza tra telefoni cellulari e </span><i class="fs12lh1-5">smartphone</i><span class="fs12lh1-5">. &nbsp;In entrambe i casi si tratta di telefoni portatili. Un po' di storia: il primo telefono cellulare è stato sviluppato nei laboratori della Motorola agli inizi degli anni 70. Il </span><b class="fs12lh1-5">cellulare</b><span class="fs12lh1-5"> è meno complesso dello </span><i class="fs12lh1-5">smartphone</i><span class="fs12lh1-5"> e permette di effettuare chiamate e inviare messaggi, di registrare e visualizzare foto e filmati. La maggior parte dei cellulari presenta una tastiera distinta dallo schermo. Essi dispongono di funzionalità quali: rubrica, fotocamera, radio FM, e il suo costo non è eccessivo.</span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5"><i>Smartphone</i></b><i class="fs12lh1-5"> </i><span class="fs12lh1-5">è un termine inglese che significa: telefono intelligente (smart: intelligente). Pertanto rispetto al cellulare è dotato di maggiori capacità che lo rendono simile ad un piccolo computer tascabile. Tra il 2006 e il 2007 uscirono i primi smartphone con schermo tattile (</span><i class="fs12lh1-5">touchscreen</i><span class="fs12lh1-5">), ovvero sensibile al tocco delle dita. Tra questi l’</span><i class="fs12lh1-5">iPhone</i><span class="fs12lh1-5"> è stato quello più diffuso e famoso fra il grande pubblico. Oggi sono velocissimi e altamente tecnologici.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il sistema operativo, il programma cioè che gestisce tutte le azioni dello </span><i class="fs12lh1-5">smartphone</i><span class="fs12lh1-5">, ha il vantaggio di permette l’istallazione di applicazioni o App, che ne espandono le possibilità. Per esempio, esistono App per giocare, per passare il tempo, accedere ai social, ecc. Ciò richiede una memoria maggiore rispetto al classico cellulare. Inoltre gli </span><i class="fs12lh1-5">smartphone</i><span class="fs12lh1-5"> sono dei veri </span><i class="fs12lh1-5">player</i><span class="fs12lh1-5"> multimediali avanzati: nascono predisposti per la connessione dati veloce; sono forniti di sensori che permettono ad esempio, di rivelare la posizione del dispositivo (geolocalizzazione). Ovviamente il costo è maggiore di quello di un cellulare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Quando mi sono convertita allo </span><i class="fs12lh1-5">smartphone</i><span class="fs12lh1-5"> mi si è aperto un mondo: purtroppo il rischio è quello di lasciarsi un po' prendere la mano e se non si fa attenzione si finisce per passare troppo tempo collegati tra </span><i class="fs12lh1-5">Facebook, WhatsApp, Google</i><span class="fs12lh1-5">, ecc. &nbsp;Di social network, parleremo la prossima volta. Per ora vi saluto con un </span><i class="fs12lh1-5">emoji</i><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5 ff1">J</span><span class="fs12lh1-5"> (anche se ormai la Generazione Z usa gli </span><i class="fs12lh1-5">stickers</i><span class="fs12lh1-5">).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><b> </b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b>Napoli 22/02/2021</b></div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5">Articolo a cura di Tiziana Del Giudice</b></div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5">Foto di Claudia Del Giudice</b></div><div class="imTAJustify"><b></b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 13:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[COME NASCE LA  CANZONE NAPOLETANA]]></title>
			<author><![CDATA[Raffaele Bocchetti]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002A"><div class="imTAJustify"> </div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><b><span class="imTALeft">COME NASCE LA &nbsp;CANZONE NAPOLETANA</span> &nbsp;&nbsp;&nbsp;</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Una domenica pomeriggio del mese d’agosto dell’inizio 800 donna Rachele, nella sua grande e sfarzosa casa di via Toledo a Napoli, si apprestava a ricevere i suoi amici preferiti che rappresentavano il meglio della cultura partenopea del momento.</span></div><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Vincenzina, &nbsp;la vecchia domestica, sapeva già come comportarsi in queste occasioni: aveva sistemato al centro &nbsp;del tavolo tondo nel lussuoso salone un bel vassoio di ceramica di Capodimonte colmo &nbsp;di rustici e pasticcini, in un altro crostini ricoperti di tonno alle olive, formaggio e mozzarelline di Mondragone. Frutta, vini pregiati, rosolio e gelato completavano il buffet.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Più o meno alla stessa ora di quello stesso pomeriggio, in un basso dei quartieri spagnoli, donna Concetta, detta ‘a maesta, tutta impettita e orgogliosa del suo “tuppo”, si dava da fare in attesa dei vicini che, muniti di chitarra e mandolino, avrebbero rallegrato la serata di tutto il vicolo. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;La donna aveva posto al centro di un tavolo una “scafarea” (recipiente di terracotta) colma di taralli al pepe e tarallucci dolci e una damigiana da cinque litri di aglianico.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Nello scenario di questi incontri, in cui giocano un ruolo importante le condizioni culturali e le più disparate forme &nbsp;poetiche e musicali, trovano spazio la poesia e la letteratura, la romanza e la lirica e &nbsp;fa i suoi primi passi la canzone napoletana.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Questi appuntamenti periodici, per questo chiamati “periodiche”, si differenziavano per tipologia a seconda del ceto sociale nel quale si svolgevano.</span><span class="imTAJustify fs12lh1-5"> &nbsp;Nei salotti si declamavano versi, si cantavano romanze e si suonava musica classica senza però disdegnare la canzone, quella impegnata, mentre nelle case più modeste aspiranti cantanti e menestrelli si esibivano nella interpretazione di canzoni popolari e ritornelli molto orecchiabili.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Gli intrattenimenti nei salotti terminavano col ballo che si protraeva fino alle prime ore del mattino, mentre quelli dei vicoli terminavano molto prima, dopo aver consumato i tarallucci e svuotato la damigiana.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Da qui il detto: “finisce tutto a tarallucci e vino …”.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">In questo scenario nasce la canzone napoletana grazie all’opera di poeti e musicisti di professione unitamente ad una vasta compagine di divulgatori che comprendevano editori, posteggiatori, menestrelli e pianini.</span><span class="imTAJustify fs12lh1-5"> La Piedigrotta canora, poi, rappresenta &nbsp;la più importante fucina di produzione di canzoni che vedeva le case editrici organizzare un &nbsp;evento competitivo al quale poteva partecipare chiunque ma il successo era assicurato con l’esibizione di cantanti e orchestre famosi disposti su carri allegorici, molto simili a quelli del Carnevale di Viareggio, che attraversavano le principali strade della città, tra la folla esultante, fino a raggiungere il Santuario.</span><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5">La Piedigrotta ha origini antichissime risale infatti al I secolo a.C.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Durante l’impero di Nerone, Gaius Petronius Arbiter, nel suo capolavoro “Satyricon” scritto nella metà del I secolo, ne fa menzione raccontando che Gitone, Encolpio e Ascilto, passeggiando per Napoli, nei pressi della “Grotta di Pozzuoli”, ove si trovava anche il tempio di Priapo, furono attratti dalla musica e dai canti dei napoletani che partecipavano ai baccanali del 7 settembre.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Anche il vanitoso Nerone, che si riteneva raffinato cantante e musicista, volle &nbsp;cantare a Napoli proprio davanti alla Grotta di Pozzuoli ( Crypta Neapolitana) orgoglioso degli applausi e </span><span class="imTAJustify fs12lh1-5">degli elogi che la folla gli tributava.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Che a Napoli si sia da &nbsp;sempre cantato lo testimonia anche Boccaccio che, durante la dominazione angioina, attratto dalla bellezza dei paesaggi, giunge a Napoli e nel suo sonetto XXXII parla di un canto popolare ascoltato da una finestra di Castel dell’Ovo e così si esprime: “ Sulla poppa sedea d’una barchetta/Che il mar segando presta era tirata/La donna mia con altra accompagnata/Cantando or una or altra canzonetta.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Fu nel 1200 che i napoletani edificarono, al posto del tempio di Priapo, antica divinità greca, nota per le sue doti falliche, la chiesa della Madonna di Piedigrotta che, nel tempo, subì vari cambiamenti e rettifiche, fino ad essere completamente riedificata nel XIV &nbsp;secolo.</span></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Il pellegrinaggio dei napoletani continuò ogni 7 settembre fra canti balli e suoni.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Vi si recavano &nbsp;a frotte, cantando accompagnandosi con putipù e scetavaiasse e ballando al ritmo della tarantella.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">In epoca più recente, il santuario divenne il centro della devozione del borgo marinaro, ma l’inizio della festa di Piedigrotta, che, come si è detto trae le sue origini dai baccanali del I secolo a.C., così come &nbsp;noi la conosciamo, risale al 1487, come citato &nbsp;dal cronista Leostello.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">La festa assunse grande importanza &nbsp;nel 1744 quando Carlo III </span><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1"> </span><span class="imTAJustify fs12lh1-5">volle celebrare la vittoria di Velletri sui tedeschi abbinandola ai &nbsp;festeggiamenti della Piedigrotta.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Avvenne così anche per il Carnevale Napoletano che, a quei tempi, aveva luogo nell’attuale piazza Mercato e la festa di &nbsp;Piedigrotta &nbsp;ne ereditò le consuetudini con tutti gli eccessi più significativi di gioia e di armonia compreso le grandi abbuffate di parmigiana di melanzane.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">La prima canzone che incoraggiò l’iniziativa delle case editrici fu “ Te voglio bene assaje” scritta da Raffaele Sacco e musicata, molto probabilmente, da Gaetano Donizzetti. Raffaele Sacco, nato nel 1787, di professione ottico, aveva bottega in via della Quercia e si dilettava a scrivere canzoni.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Si racconta che la sera del 7 settembre del 1835, si trovava a casa di amici che lo invitarono a suonare qualcosa e lui &nbsp;sedette al pianoforte e cantò “Te voglio bene assaje”.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Quella era una sera caldissima e l’afa si faceva sentire a tal punto &nbsp;che le finestre e i balconi erano spalancati e il canto echeggiava nelle strade e nei vicoli circostanti.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">La gente di passaggio fu attratta da quella musica molto orecchiabile e si fermò ad ascoltare. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Il giorno seguente tutta la città cantava quel brano che &nbsp;ebbe uno strepitoso successo in tutti gli ambienti, da quello popolare a quello borghese, &nbsp;anche attraverso la diffusione di foglietti volanti, le così dette “copielle” che gli assicurarono la vendita di ben 180.000 esemplari &nbsp;del canto scritto.</span><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il successo e la popolarità di quella canzone invogliarono molti tipografi napoletani ad improvvisarsi editori musicali in un ambiente che già vantava una grande tradizione di copisteria e stampa musicale.</span></div><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Questo brano rappresenta l’evento musicale più rilevante che spiana la strada all’ingresso di poeti e musicisti di professione che, attraverso un organizzato sistema di produzione industriale, &nbsp;creano il prodigio della canzone classica napoletana dell’800.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">I vari autori si ispirarono a diverse forme nel tentativo di offrire un prodotto poetico-musicale di cultura ma che fosse recepito ed accettato da tutti.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">La differenza tra canto popolare e canzone consiste nella oralità del primo, che non si avvale &nbsp;della scrittura, mentre la seconda è vincolata alla produzione colta con testo scritto e spartito.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Ma è proprio dal canto popolare che letterati e musicisti di alto rango traggono la materia prima per le loro trascrizioni impegnate.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Dalle canzoni tradizionali nascono nuovi testi per canto e pianoforte come Michelemmà, Lo guarracino, Cicerenella e tanti altri.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Queste trascrizioni hanno inizio intorno al 1820 con Bernhald Wolff, August Kopisch, Luigi Chiurazzi fino ad arrivare a Roberto De Simone e a Riccardo Pazzaglia.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">La poesia e la musica hanno certamente influenzato la nascita della canzone napoletana nella forma e nel linguaggio.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Ferdinando Russo, ad esempio, attinge dal dialetto e quindi è più popolare, mentre Di Giacomo si avvale di un linguaggio letterario aristocratico ed elegiaco. E.A.Mario, autore molto fecondo, attinge da un testo popolare antico, quando nel 1922 scrive “Canzone appassionata” interpretata magistralmente dal grande Pasquariello. Raffaele Viviani nel 1930 con “ ‘a rumba de’ scugnizzi”si rifà alla tradizione introducendo nel testo le “voci” dei venditori ambulanti e, recentemente, Pino Daniele introduce in un suo testo la voce del venditore ambulante di taralli: “Furtunato tene ‘a robba bella, ‘nzogna ‘nzò”.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">La canzone napoletana trova il suo splendore allorquando musicisti e compositori di chiara fama creano melodie straordinarie, distaccandosi dal manierismo convenzionale.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">La &nbsp;più geniale espressione viene raggiunta quando entrano in scena compositori e poeti di professione.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Tosti, Costa, Valente, De Curtis, Di Capua, Murolo, Tagliaferri e Gambardella sono solo alcuni nomi che hanno fatto grande la canzone napoletana conosciuta in tutto il mondo.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Talmente nota che “ ’o sole mio” venne eseguita in sostituzione dell’inno nazionale italiano il 28 luglio del 1935 sul circuito del Nurbrunging in Germania dove si correva &nbsp;il’VII Grosser Preis von Deutschland, il Gran Premio di Formula 1, la piu prestigiosa competizione automobilistica d’Europa. Nuvolari dopo una gara sotto una pioggia battente &nbsp;tagliò per primo il traguardo: aveva vinto. &nbsp;Si attendeva &nbsp;solo l’inno nazionale italiano, che all’epoca era la “Marcia Reale”, non ancora Fratelli d’Italia ma, &nbsp;fra lo stupore di tutti, &nbsp;risuonarono le note di “O Sole Mio”, si proprio la canzone napoletana.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">“ Funiculì funiculà ” viene eseguita in occasione del cambio della guardia al Palazzo Reale in Danimarca, mentre “ Santa Lucia ” diviene liturgia musicale per la festa di Santa Lucia in Svezia. Lo stesso motivo venne adottato anche dai militanti di Solidarnosc allorquando si ribellarono al vecchio regime.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Questa stessa canzone, viene spesso eseguita, unitamente a “ ‘o sole mio ” come omaggio a Napoli, in Corea del Sud. Infatti al centro dell'atrio di un grande Supermercato di Seul c'è un pianoforte e artisti famosi iniziano a suonare e intonare le famose melodie napoletane. Subito si accodano &nbsp;i cantanti del Conservatory Youngsan che danno vita a uno spettacolo straordinario.</span><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">C’è da sottolineare con orgoglio &nbsp;che Napoli viene apprezzata e stimata in tutto il mondo non solo per i suoi impareggiabili paesaggi, ma anche per la sua cultura e le sue tradizioni musicali. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Quale sarà il futuro della canzone napoletana?</span></div><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Personalmente ritengo che la nostra musica, unica nel suo genere, rappresenti la nostra tradizione, la nostra identità e quindi mi auguro che i napoletani e i meridionali in genere non perdano il contatto col loro passato con le loro tradizioni perché quando questo avviene si perde l’orgoglio della propria storia, della propria cultura, della propria identità andando incontro alla decadenza e poi al buio.</span><br><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<b>RAFFAELE BOCCHETTI </b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b> </b></div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Visita il sito: raffelebocchetti.it</b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"> </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 09 Feb 2021 18:17:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Innamorati dell’arte]]></title>
			<author><![CDATA[Gianmarco Muriano]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000028"><div class="imTAJustify"><b><span class="fs16lh1-5 cf1">Innamorati dell’arte</span></b></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs16lh1-5 cf1"><br></span></b></div><div class="imTAJustify"><div>Dopo un lungo periodo di stop, dovuto ovviamente all’emergenza pandemica, finalmente dal 18 Gennaio 2021 il settore artistico ha iniziato a rimettersi in moto, soprattutto con la riapertura dei musei.</div><span class="fs12lh1-5">Non che durante la chiusura sia stato fermo, anzi: online si è avuto un fenomeno massiccio di digitalizzazione dell’arte, con tour e mostre virtuali, riassunti e spiegazioni di opere e collezioni in pillole tramite i social e siti web dei musei e delle istituzioni culturali più rilevanti.</span><br><span class="fs12lh1-5">Possiamo dire che il Covid-19 ha accelerato quel processo di fruizione virtuale dell’arte, offrendo agli utenti appassionati la possibilità di viaggiare tra una vasta scelta di opere d’arte di tutti i generi, dalla pittura alla scultura, dalla fotografia alle composizioni astratte, per riscoprirne la bellezza, o quantomeno riprendere da dove si era lasciato.</span><br><span class="fs12lh1-5">Chiaramente anche il settore museale dovrà conformarsi alle norme sanitarie in vigore, con orari di apertura ridotti, contingentamento del pubblico, rispetto della distanza, obbligo di indossare le mascherine, prenotazioni online e chiusura nei weekend.</span><br><span class="fs12lh1-5">A Napoli, quindi, sono tornati ad ospitare visitatori il MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli), il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Museo di Palazzo Zevallos, il PAN (Palazzo delle Arti di Napoli), il Museo Madre, vari Parchi Archeologici e tantissimi altri siti d’interesse artistico-culturale.</span><br><span class="fs12lh1-5">Sono numerose le iniziative per avvicinare le persone alla riscoperta dell’arte: ingressi gratuiti o ridotti per i giovani, abbonamenti a prezzi accessibili a tutti, pacchetti di mostre o ingressi dimezzati per le coppie.</span><br><span class="fs12lh1-5">Questa iniziativa, in particolare, sorprende per l’intento di fornire agli innamorati un’occasione diversa di mondanità, incentrata non più sulla movida, date le restrizioni per limitare o eliminare le possibilità di assembramenti, ma sulla condivisione della bellezza dell’arte, un momento intimo che unisce l’amore tra individui con quello per la cultura, in un circolo contemplativo e profondo che rafforza entrambi.</span><br><span class="fs12lh1-5">In generale è importante recuperare la curiosità e la scoperta delle manifestazioni artistiche dell’animo umano, presenti e passate, per ricordare chi eravamo e come esprimevamo determinate emozioni, sensazioni e pensieri e come questo avviene oggi. Innamorarsi dell’arte per amare ancora di più.</span><div><br></div><div><br></div><div><div><b>Napoli 09/02/2021</b></div><b class="fs12lh1-5">Articolo a cura di Gianmarco Muriano</b><br><b class="fs12lh1-5">Foto di Claudia Del Giudice</b></div></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs16lh1-5 cf1"><br></span></b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 09 Feb 2021 12:27:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[3. Piccolo glossario per “Boomers”]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziana del Giudice]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000027"><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs18lh1-5"><b><span class="cf1">3. Piccolo glossario per “Boomers”</span></b></span></div><div class="imTAJustify">Un glossario è una raccolta di termini appartenenti
ad un ambito specifico e circoscritto, generalmente tecnico. Il termine ha
origine dal latino che a sua volta deriva dal greco antico e significa lingua.</div>

<div class="imTAJustify">Salve
a tutti, cari Boomers!</div>

<div class="imTAJustify">Nel
numero precedente senza farci troppo caso, ho utilizzato alcuni termini ormai
entrati a far parte dell’uso comune della nostra bella lingua, che annovera
sempre più parole inglesi di cui si è perso il significato, in quanto adottate
e utilizzate in ambito tecnologico dal mondo intero nella loro forma originale.
Conoscere l’equivalente di termini quali <i>net</i>
o <i>web </i>in Italiano, non può che fare
chiarezza sull’argomento trattato. Ecco quindi un piccolo glossario che potrà
tornarvi utile all’occorrenza. Iniziamo appunto da <i>net.</i></div>

<div class="imTAJustify"><b><span class="cf2">NET</span></b><span class="cf2">: </span>Rete
(dall’Inglese). &nbsp;Serie di componenti,
sistemi o entità connessi tra loro in qualche modo. Nel mondo dell’informatica,
queste componenti sono computer collegati tra loro per scambiare o condividere risorse.
I due tipi di reti più comuni sono la <b><span class="cf2">LAN</span></b> (dall’Inglese<i>: Local Area Network</i>), ovvero <b>rete
in area locale</b>, realizzate cioè in aree circoscritte quali, per esempio, una
casa, un ufficio, ecc., e la <span class="cf2">WAN</span>
(dall’Inglese, <i>Wide Area Network</i>),
ovvero una <b>rete appartenente ad un’area
più grande</b> (wide in Inglese vuol dire: ampio), ad esempio, nazioni o
continenti. Tra le WAN quella più importante prende il nome di <b><i><span class="cf2">INTERNET</span></i></b><span class="cf2">,</span>
(interconnected net), una rete di reti, un insieme di reti collegate tra loro.
INTERNET è la via di comunicazione, la struttura portante. Ad Internet possono
accedere diversi computer tra di loro e anche apparecchiature elettroniche come
tablet, smartphone e smart tv, ecc. Per far sì che tutti possano comunicare,
sono state stabilite regole comuni che prendono il nome di <i>protocolli</i>. Per ciascun servizio, esiste un protocollo adeguato.
Per esempio, il protocollo che si utilizza nel web, si chiama <b>HTTP</b> (dall’inglese: Hyper Text Transfer
Protocol, protocollo di trasferimento dell’ipertesto).</div>

<div class="imTAJustify"><b><span class="cf2">BROWSER: </span></b>Il
browser (si pronuncia: brauser ed è un sostantivo che viene dal verbo inglese: to
browse – sfogliare, scartabellare), <span class="cf3">è quel
programma o </span><i><span class="cf3">software</span></i><span class="cf3"> (soft: morbido,
ware: componente), che ti consente di consultare questa o quella pagina dei
siti Internet sul </span><i><span class="cf3">Web</span></i><span class="cf3"> oltre che di
interagire con essi. Esempi di browser sono: </span><i><span class="cf3">Internet Explorer</span></i><span class="cf3">, </span><i><span class="cf3">Google
Chrome</span></i><span class="cf3">, ecc.</span></div>

<div class="imTAJustify"><b><span class="cf2">WEB o WWW (World Wide Web): </span></b>(grande ragnatela
mondiale – dall’Inglese: World: mondo; Wide: ampio; Web: ragnatela). Prima di
tutto chiariamo che World Wide Web e Internet non sono sinonimi. Il web è solo
uno dei servizi supportati da Internet. Il Web è l’insieme di pagine ipertestuali
e multimediali che si possono navigare con applicazioni dette browser.
Ipertestuali vuol dire collegate tra loro da <b><i>link </i></b>(dall’Inglese, vuol
dire collegamento) che permettono di passare da una pagina all’altra non in
sequenza, mentre multimediali vuol dire che non contengono solo testo ma anche
altri media come immagini, suoni, filmati. Internet è nata prima del Web,
quando le università americane hanno iniziato a connettere i loro computer tra
di loro per scambiarsi dati. Tuttavia nel 1990, un signore inglese, Tim Berners-Lee,
che lavorava alla CERN (Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare) in
Svizzera, propose di introdurre un sistema che permetteva agli scienziati di
comunicare più facilmente tra loro, creando siti web, cioè pagine di
informazioni che si potevano lasciare online affinché tutti, in tutto il mondo,
ne usufruissero. <span class="cf4">Il world wide web non è
internet, ma ha giocato il ruolo più importante nel diffondere internet e ha
cambiato il mondo.</span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="cf4">Per oggi
mi fermo qui. Un Boomer è tale anche se cerca di informarsi e comprendere l’era
dei computer e il mio primo amore resta la TV per cui vado a vedermi un bel
film, magari uno di quei cult movie che nemmeno Netflix con le sue serie potrà
mai battere </span><span class="cf4 ff1">J</span><span class="cf4"> </span></div>

<div class="imTAJustify"><span class="cf4">Aspetto
commenti, like e faccine. Alla prossima!</span></div>

<div><b> </b></div>

<div><b>Napoli 11/01/2021</b></div>

<div><b>Articolo a cura di Tiziana Del Giudice</b></div>

<div class="imTAJustify"><b>Foto di Claudia Del Giudice</b><b></b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Jan 2021 15:21:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In ricordo dell'artista Vittorio Contrada]]></title>
			<author><![CDATA[Umberto Lariccia]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000026"><div><b><span class="fs18lh1-5 cf1">In ricordo dell' Artista Vittorio Contrada</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf2">"Negli occhi evocativi</span><span class="fs12lh1-5 cf2"> </span><span class="fs12lh1-5 cf2">La presenza assente é intatta e viva. Impressa nella mente invoca, nella nostra invocazione, eco nell'eco. Tra bianco e nero sulla scacchiera é illusione la traccia che separa e congiunge, ma l'ostinato amore non disperde le amate fattezze del cuore." ( Vittorio Contrada)</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf2"><br></span></b></div><div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf2">Napoli 30/12/2020</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf2">Servizio a cura di Umberto Lariccia</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf2">Intervista di Claudia Del Giudice</span></b></div><br></div></div><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ufrY2PA_A7Y">http://www.youtube.com/watch?v=ufrY2PA_A7Y</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 30 Dec 2020 20:32:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Bagnara che vive]]></title>
			<author><![CDATA[Gianmarco Muriano]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000024"><div class="imTAJustify"><b><span class="fs18lh1-5 cf1 ff1">Bagnara che vive</span></b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify">Sentiamo sempre più spesso parlare di aree periferiche abbandonate a sé stesse, immerse nel degrado tra l’indifferenza totale non solo delle istituzioni, ma anche paradossalmente degli abitanti del luogo.</div><span class="imTAJustify fs12lh1-5">È il caso di Bagnara, frazione del comune di Castel Volturno, appartenente alla fascia comprendente anche una parte di Marina di Bagnara, condivisa con il comune di Mondragone.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Il luogo, con un potenziale turistico enorme, si presenta oggi purtroppo come un territorio dimenticato da tutti, privo di qualsivoglia senso civico, caratterizzato dall’imperversare di criminalità, illegalità nelle forme più varie, dallo spaccio di droga ai roghi di rifiuti più o meno tossici, disoccupazione e disperazione.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Nel silenzio generale prova a farsi sentire la voce dell’associazione “Bagnara che vive”, organizzatrice di un evento sociale con lo scopo di creare inclusione, partecipazione e spirito di appartenenza, provando a risvegliare il senso di collettività che sembra essere ormai smarrito.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Dopo l’esperienza fallimentare dell’anno scorso, in cui parteciparono solo 6 persone, anche quest’anno è stata riproposta l’iniziativa, consistente nella raccolta di palline di Natale create e decorate dai bambini del posto, destinatari finali anche se tramite i genitori.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Infatti sono proprio loro, i genitori, i veri bersagli dell’evento, come ci spiega l’artista Patrizia Gargiulo, volontaria dell’associazione “Bagnara che vive” attiva sul territorio da oltre vent’anni: “La richiesta era rivolta sì ai bambini, ma indirettamente ai genitori, per valutare la loro necessità di far partecipare i figli, coinvolgendoli in una relazione con l’ambiente in cui vivono, per sentire e mostrare una presenza, per capire quanto si sentono parte di una comunità e se sentono di volerci puntare per realizzare insieme qualcosa di meglio per il futuro. Il cambiamento parte dal singolo, soprattutto se i privati restano l’unica speranza, data l’indifferenza delle istituzioni". </span><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">È fortissima la denuncia alle istituzioni, completamente assenti, il cui impegno per cercare di risollevare le condizioni di un luogo costiero, in cui potrebbero fiorire attività commerciali legate al turismo, è nullo, come nulla è la reazione dei residenti, la cui apatia è il riflesso di una rassegnazione radicata nel tempo, segno della morte di qualsiasi speranza.</span></div><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Proprio la speranza è ciò che muove i volontari dell’Associazione. Speranza di un futuro migliore, di una comunità attiva e prosperosa, di attività che creano lavoro, benessere, beni comuni da fruire insieme, sicurezza e un cambio radicale nella mentalità chiusa e rinunciataria delle persone che ne fanno parte.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Nemmeno il furto dell’albero addobbato, solo tre giorni dopo l’esposizione fuori la sede di “Bagnara che vive”, ha intaccato la tenacia dei volontari, che, nonostante l’indignazione, la delusione e la tristezza dei bambini che avevano partecipato entusiasti, ne hanno improvvisato un altro, scarno, senza foglie, uno scheletro colorato a festa con nastri e palline, che rappresenta perfettamente la resilienza, la volontà di non arrendersi, continuando caparbiamente a lottare per il proprio territorio.</span><br><span class="imTAJustify fs12lh1-5">In questo clima festivo non può che rinnovarsi la speranza, espressa nei sorrisi e nell’allegria ingenua dei bambini, che nonostante il degrado che li circonda riescono ancora ad emozionarsi per un albero decorato, nell’attesa della notte dei doni, poiché la magia del Natale raggiunge tutti i luoghi, anche Bagnara.</span><br><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><br></b></div><div class="imTAJustify"><b>Bagnara di Castel Volturno 26/12/2020</b></div><b class="imTAJustify fs12lh1-5">Articolo a cura di Gianmarco Muriano</b><br><b class="imTAJustify fs12lh1-5">Foto di Claudia Del Giudice</b></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 26 Dec 2020 14:05:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Insalata Russa]]></title>
			<author><![CDATA[Antonietta Miele]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000023"><div><b><span class="fs18lh1-5 cf1 ff1">Insalata Russa</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Per Natale vogliamo preparare una gustosissima insalata russa alla maniera di Nonna Antonietta ? OK</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Ingredienti : Maionese quanto basta di solito 2 barattoli, 3 patate grandi, 3 zucchine, 3 carote grandi, 150gr di piselli surgelati , 100 gr sotto aceto ,15 olive bianche, ½ cucchiaio di capperi dissostati , 5 scatolette di tonno 80 gr all’olio di oliva.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Lessare al dente la verdure, farle raffreddare e tagliarle a tocchetti piccoli raccogliendo il tutto in un recipiente capace. Snocciolare le olive e tagliarle a pezzetti la stessa cosa con i sott’aceti. Tritare molto finemente i capperi, sgocciolare il tonno e amalgamare bene il tutto nel contenitore. Aggiungere la maionese (circa ½ barattolo grande) poi dipende dal gusto. A me piace con molta maionese. Trasferire il tutto in un piatto da portata, dare la forma voluta e coprirla abbondantemente di maionese.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Si può guarnire con , uova sode tagliate a rondelle carote lessate e tagliate sempre a rondelle . Olive bianche e rametti di prezzemolo. Tenere in frigo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Consiglio, evitate di usare le uova sode perché si deteriorano facilmente.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Vogliamo offrire un’aperitivo prima della cena ?</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Accopagniamolo con qualche sfizietto. Aquistate del pan carrè senza scorza e a fette lunghe, cospargete una fetta con burro o maionese o formaggio spalmabile e coprite con rucola . Speck e scaglie di parmiggiano. Arrotolate la fetta sul lato corto e formate un salsiciotto ben stretto. Avvolgetelo nella pellicola chiudendola molto stretta e mettete in frigo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Quando dovrete servire scartate il salsiciotto di pane e tagliatelo a fette spesse di 1cm e ½ adagiandole su di un letto di insalata.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Con lo stesso procedimento potete servire altre tartine cambiando l’interno. Per esempio potrete farcirle con gorgonzola e noci tritate. Prosciutto crudo con formaggi a fette sottilissime. Gamberetti lessi con maionese. Burro e pasta di acciughe.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Io vi ho dato dei suggerimenti, ma la vostra fantasia farà sen’altro meglio.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">Nonna Antonietta</span></b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 23 Dec 2020 20:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Dai Millennials alla Generazione Z]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziana Del Giudice]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000022"><div><b><span class="cf1">2 – <span class="fs18lh1-5">Dai </span></span><span class="fs18lh1-5"><i><span class="cf1">Millennials </span></i><span class="cf1">alla </span><i><span class="cf1">Generazione Z</span></i></span></b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify">Eccoci alla seconda puntata del mio compendio semi-serio per Baby-boomers: se siete ancora con me vi ringrazio per il vostro tempo; se avete abbandonato il campo perché l’argomento non vi interessava più di tanto, grazie lo stesso! Infine, se ciò che avete letto vi è piaciuto e/o ha suscitato in voi delle considerazioni, apponete un like alla fine dell’articolo e/o scrivetemi due righe nei commenti per condividere il vostro pensiero al riguardo. </div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify">Nel primo numero, avevo accennato brevemente alle generazioni successive a quella dei Baby-Boomers: i Millennials e la Generazione Z.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify">Qui di seguito spiegherò le similitudini e le differenze tra i gruppi e le caratteristiche di ognuno. La mia descrizione non esaustiva vuole semplicemente aiutare coloro che leggeranno ad iniziare ad orientarsi nel mondo ipertecnologico dei nuovi giovani, familiarizzandosi con alcuni dei termini da loro comunemente utilizzati e che per noi “Boomers” potrebbero risultare un pochino, per così dire, astrusi.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify">Iniziamo dai <b>Millennials</b>: chi sono questi sconosciuti? Avendone uno in casa, ho testato sul campo ciò che sto per dirvi e chiunque si trovi a condividere con me tale esperienza, potrà essere più o meno d’accordo - qui ci va la faccina da boomer <span class="ff1">😊</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify">Conosciuti anche come Generazione Y (dove Y sta per “Yes”), “Echo boomers” (figli degli appartenenti alla generazione dei Baby-Boomers) o anche “Nativi Digitali” (non conoscono un mondo senza Internet o senza <i>devices </i>tecnologici (termine inglese che sta ad indicare i dispositivi utilizzati), i Millennials, secondo la fonte più accreditata del Pew Research Center di Washington D.C., sono quelli nati tra il 1981 ed il 1996. Per inciso, tra i Boomers ed i Millennials, c’è anche un’ulteriore raggruppamento che va sotto il nome di Generazione X, quelli cronologicamente compresi tra il 1965 ed il 1980.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify">I <b>Millennials</b> sono caratterizzati dall’essere <i>multitasking</i> (fare più cose contemporaneamente). Questo spesso li porta ad essere distratti. I Social Media hanno senza dubbio contribuito a questo tratto particolare del loro carattere. I Millennials credono in loro stessi, sono determinati: si definiscono temerari ma non arroganti. Tuttavia corrono spesso rischi perché sanno che qualcuno verrà a toglierli dai guai. Sono indipendenti: sono cresciuti con la crisi economica degli anni 2000 ma pensano di poter raggiungere un’indipendenza economica se ce la mettono tutta. Inoltre essi hanno bisogno di riconoscimento, di continue gratificazioni e li vogliono subito. In loro è presente una forte componente narcisisitica dovuta spesso all’educazione impartita dai loro genitori. Sono individui dalla mentalità aperta, avventurosi, desiderosi di conoscere il mondo, cresciuti a pane e Internet mentre nascevano e si sviluppavano i Social Network. Abbracciano le nuove idee e tendenze e la loro creatività è legata allo sviluppo della tecnologia. Sono collaborativi, abituati a lavorare in gruppo e ad interagire con gli altri. I Millennials vogliono fruire dei contenuti video più velocemente possibile e non importa se per ottenere un servizio di streaming online dovranno pagare (Netflix, per esempio). &nbsp;YouTube è una delle piattaforme più usate. Infine, i Millennials sono appassionati di musica e amano seguire concerti dal vivo.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify">Le differenze tra i Millennials e la <b>Generazione Z</b> sono anche fattori di tipo tecnologico e sociale. Quando nel 2007 è uscito sul mercato il primo <i>iPhone</i>, la Generazione Z aveva circa 10 anni per cui i suoi appartenenti sono cresciuti con questo strumento e sono stati abituati fin da piccoli ad utilizzare <i>smartphone e tablets</i>. Di conseguenza, il rapporto tra i membri della Generazione Z con Internet è diventato molto stretto. Pensate che gli appartenenti alla Generazione Z non hanno mai utilizzato un’enciclopedia per fare una ricerca scolastica. La Generazione Z segue <i>YouTube e Instagram</i> mentre disdegnano <i>Facebook</i>. La loro soglia d’attenzione è molto bassa in quanto abituati a ricevere molti stimoli differenti allo stesso tempo. Anche loro come i Millennials sono <i>multitasking. </i>I ragazzi della Generazione Z credono in sé stessi, sono molto indipendenti, consumatori esigenti che amano interagire con le aziende da cui acquistano con commenti e critiche. Essi sono nati in un mondo globalizzato e le loro amicizie vanno oltre confini, generi ed etnie. La Generazione Z è altruista, talvolta fa volontariato e lotta per i propri diritti e per la salvaguardia dell’ambiente.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b>La Generazione Z</b> si chiama così perché i suoi membri sono gli ultimi cronologicamente parlando, dopo la Generazione X e la Y. Anche definiti come “Post-Millennials”, si sono guadagnati il nome di <i>iGeneration</i> per sottolineare il fatto che siano “Nativi Digitali”, avvezzi già dalla nascita a dispositivi iPhone e PC avanzati e pertanto sono anche i più preparati nel campo del Web (della Rete Internet). Essi sono nati dal 1995 ad oggi; hanno visto e vissuto eventi e conquiste sociali quali relazioni interraziali, matrimoni gay e diritti LGBTQ+ (parleremo di questo in seguito), l’utilizzo di smartphone fin da bambini e tecnologie innovative. Non leggono libri o giornali in cartaceo, guardano films su Internet, su Netflix, più che in TV e fanno amicizia su piattaforme Social. <i>Wikipedia e Google</i> sono le loro enciclopedie. Spesso questo stato di costante connessione, questo continuo passare dalla vita reale a quella virtuale e spesso confonderle, sortisce effetti negativi sul loro senso di felicità. Spesso essi hanno paura di perdere qualcosa mentre sono “disconnessi”, il che li spinge ad un rapporto morboso con la connessione di cui non possono fare a meno. Il loro social media preferito è <i>Instagram</i> mentre Whatsapp prende il posto della posta elettronica, perché più rapido. La comunicazione deve avvenire tramite Social, essere breve e incisiva, in grado di incuriosire partendo dalle immagini.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify">Spero di aver risposto ad alcune delle possibili domande o di aver instillato in alcuni di voi delle curiosità riguardo all’annoso argomento <span class="ff1">😊</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify">Vi saluto e vi rimando alla prossima puntata! <span class="ff1">😉</span></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5"><b>Napoli 23/12/2020</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Articolo a cura di Tiziana Del Giudice</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Foto di Claudia Del Giudice</b></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 23 Dec 2020 13:19:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La Pizza di Scarole]]></title>
			<author><![CDATA[Antonietta Miele]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000020"><div class="imTAJustify"><b><span class="fs18lh1-5 cf1">Pizza di Scarole</span></b><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Siamo in clima natalizio, quindi per la vigila prepareremo la classica “Pizza di scarole”</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ingredienti per la pasta lievitata : 500 gr farina, 50 gr sugna, 1 cubetto di lievito, acqua tiepida quanto basta per amalgamare bene il tutto.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Sciogliere il lievito in poca acqua tiepida unirlo alla farina aperta a fontana sulla spiantoia e iniziare a mischiare con le dita, partendo sempre dal centro. Unire la sugna e mano mano il rimanente lievito sciolto in acqua. Con la rimanente acqua (senza lievito) amalgamare l’impasto. Formare un panetto segnare sopra una croce e metterlo a lievitare. E’ pronto quando avrà raddoppiato il suo volume e la croce si sarà aperta.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Intanto puliamo e scottiamo la scarola per 2-3 minuti (circa 1 kg e ½) e tagliarla a pezzi. In una padella sfriggere abbondante olio con aglio e peperoncino farla stufare e dopo aggiungere : capperi, olive nere snocciolate, acciughe diliscate, pinoli e uva passa. Il tutto secondo il nostro gusto. Aggiustiamo di sale e continuiamo per pochi minuti ancora a stufarla. Togliere dal fuoco e lasciare freddare. Riprendiamo la pasta e stendiamola a circa 1 cm e ½ con questa foderiamo una teglia precedentemente oleata, versiamoci le scarole pareggiandole.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ricopriamo con altra pasta, sigilliamo bene i bordi e spalmiamoci sopra un po di sugna. Bucherelliamo con una forchetta (altrimenti si gonfia) e inforniamo a 200 gradi per 40 -45 minuti.</span><br><span class="fs12lh1-5">Vino consigliato : Chiaro di Avellino.</span><br><span class="fs12lh1-5">La tradizione vuole per la vigilia il pesce. &nbsp;Allora noi prepareremo dei gamberoni un po' speciali &nbsp;Ingredienti :</span><br><span class="fs12lh1-5">Per 6 persone 1 kg di gamberoni , 12 fette di speck, un cucchiaio di cognac, 1 arancia ,1 limone, 2 cucchiai di olio evo. Lavare e sgusciare delicatamente i gamberi eliminando il budellino nero, avvolgerli ognuno in una fetta di speck formando degli involtini ed adagiarli in una padella antiaderente con due cucchiai di olio, senza sovrapporli, cuocerli per circa 3 minuti irrorandoli con il cognac e rivoltandoli un paio di volte.</span><br><span class="fs12lh1-5">Tagliare a fettine sottili sia l’arancia che il limone e servire gli involtini caldi, alternandoli con le fette degli agrumi.</span><br><span class="fs12lh1-5">Vini consigliato : Bianco Verdicchio dei Castelli di Jesi.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 Dec 2020 15:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Patria Ingrata fotogallery]]></title>
			<author><![CDATA[Claudia Del Giudice]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001F"><div><span class="fs12lh1-5"><b>foto di Claudia Del Giudice</b></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 08 Dec 2020 13:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Patria Ingrata]]></title>
			<author><![CDATA[Gianmarco Muriano]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001E"><div><b><span class="fs20lh1-5 cf1 ff1">Patria ingrata </span></b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify">“Ingrata Patria, non avrai nemmeno le mie ossa”. Questo, secondo la leggenda, fu l’epitaffio voluto da Publio Cornelio Scipione, detto l’Africano, sulla sua tomba. Tomba che oggi è sita nel Parco Archeologico di Liternum, nell’attuale Lago Patria (che da tale frase pare abbia preso il nome), tra resti di un teatro, un anfiteatro, una basilica e un foro romano, il tutto contornato dall’antica via Domizia, arteria stradale che collegava Mondragone alla zona portuale di Pozzuoli, e… da una vasta distesa di rovi e sterpaglie che hanno ormai invaso il sito.</div> &nbsp;<div class="imTAJustify">Già, perché nonostante i proclami di diverse giunte comunali, sia di Giugliano che di Napoli, nonostante i soldi della Comunità Europea per i Beni Culturali e Archeologici, l’area rimane oggi abbandonata a se stessa, costituendo un potenziale storico e culturale enorme, ma forse destinato a rimanere tale. </div> &nbsp;<div class="imTAJustify">Eppure si sta parlando del sepolcro di uno dei più valorosi e importanti consoli dell’Impero Romano, vittorioso in Spagna e in Africa (da cui il soprannome l’Africano), da Zama a Cartagine a molte altre battaglie, successi che aumentarono la sua popolarità tanto da spingere una frangia del senato romano a ostracizzarlo con false accuse di concussione e appropriazione indebita. Per questo Scipione si trasferì, quasi in esilio, a Liternum, tra distese di terre fertili da coltivare, nella solitudine e nel silenzio della sua villa, sita nei pressi dell’area archeologica che digrada fino alle sponde del lago.</div> &nbsp;<div class="imTAJustify">È solo l’ennesimo esempio di una cattiva gestione di un patrimonio storico artistico che in teoria dovrebbe costituire la vera ricchezza dell’Italia, il motivo per cui il Bel Paese è tra le Nazioni più visitate al mondo, meta di frotte di turisti che ogni anno (2020 a parte purtroppo) affollano le principali città italiane, ma che in pratica è amministrato in maniera opinabile, con tantissimi siti di interesse importanti non tenuti come si dovrebbe, per non dire abbandonati o dimenticati. Probabilmente in qualsiasi altro paese civilizzato l’attenzione rivolta a siti di tale spessore sarebbe molto più elevata, così come l’impiego delle risorse più oculato.</div> &nbsp;<div class="imTAJustify">È la contraddizione di un Paese e di un popolo che spesso dimenticano le proprie origini, affannandosi nell’inseguire un presente ogni giorno più precario, in cui il glorioso passato trova sempre meno spazio, fino a pensare che forse questo tesoro inestimabile, testimonianza di una grandezza ormai superata, non ce lo meritiamo. </div> &nbsp;<div class="imTAJustify">Oltre duemila anni dopo, poco sembra essere cambiato dai tempi di Scipione che forse non aveva tutti i torti, visto il trattamento ricevuto dalle proprie spoglie, a definire la sua, e quindi indirettamente la nostra, una Patria ingrata.</div> &nbsp;<div><b>Giugliano in Campania 07/12/2020</b></div><b class="fs12lh1-5">Articolo a cura di Gianmarco Muriano</b><br><b class="imTAJustify fs12lh1-5">Foto di Claudia Del Giudice</b></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 08 Dec 2020 13:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La rete in casa]]></title>
			<author><![CDATA[Roberto Sepe]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001D"><div><b><span class="fs20lh1-5 cf1 ff1">La rete in casa</span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Le case di oggi sono piene di tecnologia e questo richiede una rete strutturata per far lavorare ogni dispositivo in modo corretto, esempio ipotizzando una famiglia media di 4 persone, in teoria i dispositivi potrebbero essere i seguenti:</span></div><div class="fs14lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">·</span><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs14lh1-5">Papà, 1 smartphone privato, 1 smartphone aziendale, 1 pc aziendale</span></div></div><div class="fs14lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">·</span><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs14lh1-5">Mamma, 1 smartphone privato, 1 smartphon</span><span class="fs14lh1-5">e aziendale, 1 pc aziendale</span></div></div><div class="fs14lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">·</span><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs14lh1-5">Figlio 1 smartphone, 1 tablet, 1 pc</span></div></div><div class="fs14lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">·</span><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs14lh1-5">Figlia 1 smartphone, 1 tablet, 1 pc</span></div></div><div class="fs14lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Sempre ipotizzando un appartamento medio, in teoria i dispostivi minimi presenti potrebbero essere i seguenti:</span></div></div><div class="fs14lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">·</span><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs14lh1-5">Cucina, smart tv, condizionatore, assistente virtuale</span></div></div><div class="fs14lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">·</span><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs14lh1-5">Salotto, smart tv, decoder, condizionatore, assistente virtuale, stampante</span></div></div><div class="fs14lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">·</span><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs14lh1-5">Camera letto, smart tv, condizionatore, assistente virtuale</span></div></div><div class="fs14lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">·</span><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs14lh1-5">Camera ragazzi, smart tv, condizionatore, assistente virtuale, stampante</span></div></div><div class="fs14lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">·</span><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs14lh1-5">Bagno, caldaia</span></div></div><div class="fs14lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Poi ci sono i dispositivi di sicurezza, antifurto, telecamere, videocitofono quindi siamo arrivati al momento a circa 30 dispositivi che sono collegati in Wi-Fi e se ipotizziamo che in casa è presente solo il router del gestore telefonico, la frittata è fatta, rete lenta a singhiozzo e in qualche punto assente, quindi bisogna strutturarla.</span></div></div><div class="fs14lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">In primo bisogna creare una rete cablata per collegare tutti i dispositivi fissi che sono dotati di porta ethernet e poi creare una rete Wi-Fi per coprire tutta l’area dell’appartamento per collegare i dispositivi che usano il Wi-Fi, in questo modo i vari dispositivi lavoreranno in modo corretto.</span></div></div><div class="fs14lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Ovviamente per realizzare questo occorre seguire delle linee guida e bisogna scegliere dispositivi e materiale che hanno adeguati requisiti tecnici.</span></div></div><div class="fs14lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Per creare una rete del genere non occorre sempre uno specialista, può essere realizzata anche da ragazzi che sono pratici delle nuove tecnologie, bisogna solo sedersi prendere prima foglio e matita, disegnare la casa, disegnare dove sono allocati i dispositivi e poi disegnare prima la rete cablata e poi disegnare quella Wi-Fi, non sempre il primo disegno è quello giusto, bisogna sempre immaginare anche situazioni future e quindi prevedere anche futuri scenari non presenti oggi.</span></div></div><div class="fs14lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Allora che dite si parte? prendete foglio e matita e iniziate a immaginare la vostra rete</span></div></div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5 cf2"><b>Napoli 08/12/2020</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf2"><b>articolo a cura di Roberto Sepe</b></span></div> &nbsp;<div> </div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 08 Dec 2020 13:04:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Lucia Cassini il Libro "ischia forever" dedicato a Carlo Croccolo]]></title>
			<author><![CDATA[Umberto Lariccia]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=musica"><![CDATA[musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001C"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Voglio tanto bene a Lucia, la conosco da ragazzina, abbiamo fatto anche spettacoli insieme ci siamo sempre divertiti, anche se io caratterialmente la mettevo in croce chiedendole l’impossibile…mi sono un po’vendicato! Perchè lei con il suo fare arrendevole e paziente, in realtà mi trattava male! Anche Toto’ mi trattava male, sempre!!! E Lucia, lo stesso! E io pago E io pago! Però abbiamo un grande amore in comune: Ischia! La amiamo allo stesso modo anche Toto’ l’amava tanto, io ci sono sempre stato a Casamicciola, ho avuto anche la cittadinanza Ischitana, ho vissuto a Ischia anche con mia madre e sono sempre innamorato di quest’isola meravigliosa! Pure Capri è bella, poi ci ho girato tre anni di Fiction Capri, ma è più turistica….Ischia no, è nostra, ce vo ‘o Core…e’ proprio napoletana, come Lucia che ha avuto una grande e bellissima idea nel realizzare Ischia Forever e pensare a me! E io sono corso.Perché Ischia è veramente per sempre…è come il primo amore,non si scorda mai…appunto come dice Lucia, Ischia è Forever. </span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Carlo Croccolo.</span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=kIGbXgA-URM&t=22s">https://www.youtube.com/watch?v=kIGbXgA-URM&t=22s</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 04 Dec 2020 18:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Gli eventi che stimolano ed influenzano l'arte]]></title>
			<author><![CDATA[Raffaele Bocchetti]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001B"><div class="imTAJustify"><b class="imTALeft"><span class="fs18lh1-5 cf1 ff1">GLI EVENTI CHE STIMOLANO ED INFLUENZANO L’ARTE</span></b></div><div class="imTAJustify">La frustrazione ed il malessere che avvolge il mondo intero &nbsp;in questi terribili giorni di pandemia creano una sofferenza psicologica, un’angoscia, un’apprensione nell’animo di tutti e anche gli artisti non sfuggono a questa problematica, sopraffatti da un pericolo incombente avvertito ma non visibile. All’artista viene imposto l’allontanamento da ogni tipo di comunicazione &nbsp;verso l’esterno e ciò &nbsp;rappresenta un trauma particolarmente grave in quanto gli viene impedita l’esigenza istintiva di soddisfare quella che per lui è una necessità ancestrale: esternare il proprio pensiero, le proprie emozioni, attraverso l’esecuzione di un brano musicale, di dipinti e di disegni. L’arte è un impulso incontenibile, è l’espressione dei sentimenti di chi crea, che non crea mai solo per sé stesso, ma perché altri ne possano godere attraverso emozioni e suggestioni. La Natura ha dotato gli artisti di una sensibilità maggiore, che permette di gioire pienamente degli incanti, delle attrattive, delle piacevolezze, delle amenità che ai più sfuggono. - L’arte ha la capacità di trasmettere emozioni e se questo le viene impedito perde il suo più importante ruolo. Dipingere, &nbsp;suonare o recitare a teatro è come estendere l’anima &nbsp;verso l’esterno, è un vero miracolo perché tutto ciò che sgorga dal profondo dell’anima dà vita al miracolo dell’arte sotto qualsiasi forma e questo è il modo più nobile per trasmettere emozioni e l’uomo ha assoluta necessità di emozionarsi. Un vero artista, musicista, poeta o pittore che sia, affonda &nbsp;i suoi &nbsp;interessi nelle sensazioni cercando &nbsp;di esternarle come meglio può nella speranza che il suo messaggio giunga agli altri e quando questo avviene intuisce di aver raggiunto il massimo traguardo. C’è sempre un’idea prevalente, una radice ispiratrice che guida il lavoro di ogni artista. Non si tratta soltanto di inquietudine, ma di una necessità assoluta di vivere intensamente ogni attimo di vita, lasciando una testimonianza della propria esistenza come se, istintivamente, si volesse creare un legame indissolubile con l’arco vitale. In questi giorni di incertezze e di timori gli artisti &nbsp;avvertono ancor di più il bisogno di trasmettere le giuste emozioni, perché è questo che li gratifica. &nbsp;Neppure questo maledetto coronavirus è &nbsp;riuscito a frenare una così forte &nbsp;esigenza, tanto che abbiamo assistito a concerti dai balconi &nbsp;e dalle finestre con l’esibizione di artisti che hanno dato il meglio di sé. In questo periodo l’arte figurativa ha potuto esprimersi in qualche modo anche se da lontano e in maniera contenuta, l’arte visiva invece ha dovuto limitarsi agli spazi &nbsp;esigui di uno studio e senza la possibilità di condivisione alcuna.</div> &nbsp;<div class="imTAJustify">Ma quali conseguenze determina nell’animo degli artisti un momento come quello che stiamo attraversando in questo? Einstein diceva che nei momenti di vuoto nascono le cose più importanti. E infatti le grandi epidemie, le grandi paure rappresentate dall’Aids dal colera, dalla spagnola, dal vaiolo, dalla peste, dalle guerre hanno ispirato grandi artisti del passato come <b> </b>Pieter Bruegel che nel 1562 con “<b>Il Trionfo della Morte” </b>racconta<b> </b>la paura dell’umanità di fronte alle emergenze.<strong> </strong><strong></strong></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><strong><span class="fs12lh1-5">Arnold Böcklin con “la Peste” del 1898</span></strong><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">rappresenta</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">l’ossessione per l’ incubo della </span><strong><span class="fs12lh1-5">pestilenza</span></strong><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b><span class="fs12lh1-5">rappresentato</span><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b><span class="fs12lh1-5">dalla </span><strong><span class="fs12lh1-5">morte</span></strong><span class="fs12lh1-5"> che </span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">cavalca</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">un animale alato simile a un pipistrello. Che l’ambiente esterno e gli eventi vari influenzino la pittura </span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">è cosa nota: momenti di gioia e di felicità vengono rappresentati con colori forti e vivaci, ma, quando invece gli eventi sono tristi e drammatici, i colori inconsciamente diventano tetri e prevalgono quelli verdognoli o comunque quelli scuri. Lo stato d’animo dell’artista traspare attraverso il colore e l’osservatore lo intuisce a prima vista. </span><strong><span class="fs12lh1-5">Nel 1918 Egon Schiele</span></strong><span class="fs12lh1-5"> produce</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">la </span><b><span class="fs12lh1-5">“ Coppia accovacciata”</span></b><span class="fs12lh1-5"> un autoritratto profetico</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">proiettato nel futuro, come se avesse previsto la morte di sua moglie Edith, incinta di sei mesi,</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">e di se stesso. Infatti</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">entrambi morirono per</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">febbre spagnola l’anno successivo. </span><strong><span class="fs12lh1-5">Keith Haring, con “Ignorance” del</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">1989 </span></strong><span class="fs12lh1-5">mette in guardia dall</span><b><span class="fs12lh1-5">’</span><strong><span class="fs12lh1-5">ignoranza</span></strong></b><span class="fs12lh1-5"> che genera la paura, da questa il silenzio e la </span><strong><span class="fs12lh1-5">morte</span></strong><b><span class="fs12lh1-5">.</span></b><span class="fs12lh1-5"> L’opera, come un presagio, fu realizzata</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">prima che venisse a conoscenza di aver contratto l’</span><strong><span class="fs12lh1-5">Hiv</span></strong><span class="fs12lh1-5"> che nel 1990 lo uccise a soli 31 anni. E cosa dire de </span><b><span class="fs12lh1-5">“l’urlo” </span></b><span class="fs12lh1-5">di Munch che per antonomasia rappresenta lo stato d’animo di un essere assalito dal terrore senza che nessuno intorno a lui se ne accorga? A Napoli l’epidemia della peste, esplosa</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">tra la primavera e l'estate del 1656, causò una vera e propria ecatombe. La popolazione da 450.000 abitanti si ridusse a poco più di 200.000. Fu una vera tragedia ma, per gli artisti sopravvissuti, fu un serbatoio inesauribile di spunti. </span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Tre geni di metà seicento: </span><b><span class="fs12lh1-5">Mattia Preti, Micco Spadaro e Luca Giordano</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">si confrontarono ad altissimo livello ispirandosi a quella che fu un</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">vero disastro. Un evento drammatico come un’epidemia rappresenta un formidabile scrigno di ispirazione sin dai </span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">tempi remoti come insegna Tucidide, il maestro degli storici, che ci ha tramandato la descrizione di una epidemia che tra il 430 e il 427 a.C. </span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">colpì Atene e provocò la morte di migliaia di persone, forse dimezzando la popolazione. Tucidite ci</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">descrive la malattia, i suoi sintomi, la sua evoluzione e il suo funesto epilogo con una puntuale cronaca, limitandosi a stilare</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">un puntualissimo bollettino medico-sanitario di quel triste evento senza coinvolgere</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">l’ emotività del lettore, a differenza del Manzoni in occasione della peste di Milano. Si sa, l’artista è un divulgatore un ambasciatore della cultura</span><span class="fs12lh1-5"> e spesso di fronte ad un evento tragico, può scegliere anche l’utilizzo del</span><span class="fs12lh1-5">l’ironia e la satira che diventano il veicolo di un messaggio positivo </span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">universale e immadiato. In questo momento terribile ci stiamo rendendo conto di quanto ci manchi quel mezzo di comunicazione che è l’arte, volano fondamentale per la socializzazione che trova sviluppo e diffusione</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">in un incontro in un teatro o in un museo, in un cinema, in una galleria d’arte o in una piazza.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify">La sofferenza degli artisti in momenti di lutti e tensioni è tangibile oggi come ieri e proprio i pittori e gli incisori &nbsp;riescono con la loro sensibilità a raccontarci le paure le ossessioni &nbsp;dal di dentro, spesso fotografando scene di terrore &nbsp;di devastazioni di &nbsp;cadaveri e di terremoti. L’artista non può sottrarsi ad una partecipazione emotiva per un evento disastroso &nbsp;e lo dimostrano le tantissime opere a &nbsp;cui abbiamo fatto cenno. L’arte in genere trae ispirazione anche &nbsp;dai momenti storici, spesso utilizzando il sarcasmo, il dileggio anche nella disperazione Ne è esempio l’atteggiamento assunto dagli artisti napoletani che mal sopportavano &nbsp;la sottomissione al governo piemontese nel 1860: in quel periodo nacquero motti, filastrocche e canzoni di grande contenuto satirico. Divenne subito celebre la canzoncina dai versi molto significativi ed ironici: “ Vi’ quanto è bella Napule / pare ‘nu franfellicco / ognuno vene e allicca / arronza e se ne va ”. ( Vedi quanto è bella Napoli, sembra una caramella. Ognuno viene e lecca, si appropria con violenza di quello che trova e se ne va). L’artista proprio per la sua innata sensibilità partecipa in maniera diretta agli eventi, si immedesima a tal punto da condizionare la sua creatività, esternando le proprie sensazioni con i tratti e col colore. L’emozione che suscita una visita agli scavi di Pompei può lasciare un tale segno nell’animo di un artista che non può sfuggire alla tentazione di rappresentare sulla tela la scena di quell’apocalisse del 79 d.C. Il Coronavirus ha ispirato opere che rappresentano il sacrificio e la frustrazione degli artisti costretti a rinunciare al loro ruolo di divulgatori di cultura. Quando ci lasceremo alle spalle questo tempo di disgrazie che ha sconvolto la vita e le menti di tutti riprenderemo a sorridere e anche gli artisti si adegueranno alla nuova primavera. Ma se vogliamo che tutto torni nella normalità dobbiamo tutti rassegnarci a fare un grande ma per fortuna temporaneo sacrificio: stare a casa, prendendo le giuste precauzioni. Manzoni, rileva come la gente, la politica e i magistrati negavano senza ragioni valide la realtà della peste riconosciuta invece dagli esperti, tanto che “chi buttasse là una parola del pericolo, chi motivasse peste, veniva accolto con beffe incredule, con disprezzo iracondo”. Personalmente ritengo indispensabile il senso della realtà per &nbsp;far fronte all’emergenza che oggi è rappresentata dal Coronavirus.</div> &nbsp;<div class="imTAJustify"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<b> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><b>Napoli 04/12/2020</b></div><div class="imTAJustify"><b>Articolo a cura di Raffaele Bocchetti &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><b> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 04 Dec 2020 14:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Spaghetti alle Canocchie]]></title>
			<author><![CDATA[Antonietta Miele]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000018"><div class="imTAJustify"><span class="fs18lh1-5 cf1">Spaghetti alle Canocchie </span> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Ci facciamo uno spaghetto gustoso e veloce ?</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify">Per due persone ingredienti: 500-600 grammi di “Canocchie” o anche dette Cicale di mare. In napoletano “ Spernocchie”</div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Mezzo bicchiere d’olio extravergine d’oliva.</span></div></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">5-6 pomodorini “datterini”</span></div></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">1 spicchio di aglio</span></div></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">1 pezzetto di peperoncino</span></div></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Prezzemolo quanto basta</span></div></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">200 gr di spaghetti o di più secondo la fame</span></div></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">In una padella capiente mettere : olio, aglio schiacciato, peperoncino (se piace) e fare soffriggere.</span></div></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">A questo punto aggiungere le Canocchie e coprire. Fare cuocere 5-6 minuti e versarvi i pomodorini tagliati a metà. Continuare la cottura intanto che cuociono gli spaghetti. Scolarli molto al dente e unirli alle canocchie nella padella. Aggiungere mezzo mestolo dell’ acqua dove è bollita la pasta. Spadellando spesso per amalgamare i sapori, sentire di sale a piacere.</span></div></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Impiattare cospargendo di prezzemolo tritato e servire.</span></div></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il consiglio ? …. Prima di mettere le Canocchie nella padella,con una forbice incidetene il dorso iniziando dalla coda alla testa . Questo farà in modo che tutto il sapore venga rilasciato nel sugo e quando si va a mangiare la polpa in essa contenuta non ci graffiamo le labbra</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify">Alla prossima .</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Napoli 02/12/2020</div><div class="imTAJustify">articolo a cura di Nonna Antonietta</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 02 Dec 2020 13:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Vocabolario spicciolo per baby boomers]]></title>
			<author><![CDATA[Tiziana del Giudice]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000016"><div><!--[if !supportLists]--><b class="fs12lh1-5">Compendio semi-serio a puntate, di storia, tecnologia e cultura per quelli nati e vissuti tra gli anni 60-70 e non solo</b></div><div><b class="fs18lh1-5"><span class="cf1"><br></span></b></div><div><b class="fs18lh1-5"><span class="cf1">1.</span><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></b><b class="fs18lh1-5"><span class="cf1">Baby-boomers</span></b><br></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify">Ebbene si: sono una Baby-Boomer e sono orgogliosa di esserlo! </div> &nbsp;<div class="imTAJustify">Mia figlia e quelli della sua Generazione, la Z, definiscono coloro che come me sono nati e vissuti tra gli anni ’60-‘70, semplicemente “Boomers”, parola inglese che nel loro immaginario spesso assume un’accezione non troppo lusinghiera. Noi “Boomers” siamo quelli tecnologicamente <i>challenged </i>(si legge: ciallenged, n.d.r.), che vuol dire: non avanzati, un po' lenti, limitati e soprattutto pigri mentalmente, quelli che vanno in crisi (noi Boomers diciamo <i>in tilt</i>… Piccola parentesi: ricordate i flippers che per la modica somma di 50 lire e un po' di estro ci facevano trascorrere momenti di gioco insieme agli amici, in qualche baretto? Poi nel tentativo di salvare la pallina dall’andare in buca, si inclinava il flipper e questo finiva per bloccarsi e andava <i>in tilt</i>, dall’inglese: to tilt, inclinare), se per vedere un film sulla <i>smart tv</i>, dobbiamo prima capire come utilizzare un telecomando di ultima generazione che nemmeno una laurea in ingegneria… Ai miei tempi (oddio! Sto usando un’espressione che spesso pronunciava mia nonna), non c’era nemmeno il telecomando e la tv si accendeva con uno dei pulsantini posizionati sullo stesso televisore. Sono davvero una baby-boomer, figlia del miracolo economico italiano avvenuto nei primi decenni della Prima Repubblica e caratterizzato da una forte crescita dei consumi in tutti i settori, primo tra tutti quello meccanico e tecnologico! Per quelli come me la tv era una finestra sul mondo: tivù dei ragazzi, politica, films, varietà, telegiornali erano concentrati in quella scatola luminosa che alle 20,00 trasmetteva Carosello e a giorni alterni, il Maestro Manzi, Chissàchilosa, Padre Mariano col suo beneagurante “Pace e Bene a tutti!” La forte espansione economica portò a profonde trasformazioni sociali e culturali, tra cui migrazioni da Sud verso il Nord dell’Italia, l’alfabetizzazione e l’aumento demografico, da cui deriverebbe, nel mondo anglo-sassone, la parola baby-boomer.</div> &nbsp;<div class="imTAJustify">In questa rubrica, vorrei condividere con i miei coetanei e non solo con loro, ciò che ho imparato dai miei figli: uno nato negli anni 90 e una nel 2000. È divertente pensare di aver avuto due figli in due secoli diversi, un Millennial (facente parte della Generazione Y) e una della Generazione Z. È un discorso un po' lungo per cui vi rimando alla prossima puntata. Da brava baby-boomer vi saluto con un <span class="ff1">J</span>. A presto!<i> </i></div><div class="imTAJustify"><br></div> &nbsp;<div><b>Napoli 02/12/2020</b></div><b class="fs12lh1-5">Articolo a cura di Tiziana Del Giudice</b><br><b class="fs12lh1-5">Foto di Claudia Del Giudice</b></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 02 Dec 2020 11:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La tv che Cambia]]></title>
			<author><![CDATA[Roberto Sepe]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000013"><div class="imTAJustify"><b><span class="fs22lh1-5 cf1 ff1">LA TV CHE CAMBIA</span></b><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"></div><div class="imTACenter"></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf2">In questi giorni nelle varie trasmissioni Tv compare in sovraimpressione la scritta “risintonizzare il Tv”, cosa sta accadendo? &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5 cf2">In pratica le vari emittenti televisive stanno liberando frequenze al 5G e stanno spostando i loro canali su altre frequenze adeguandosi al nuovo sistema di trasmissione DVT b2 HEVC, che si completerà nel giugno 2022, questo cosa vuol dire che non vedremo piu’ i nostri canali?</span><span class="fs12lh1-5 cf2">Non è detto, dipende se il nostro Tv è compatibile, i televisori acquistati prima del 2017 potrebbero avere questa incompatibilità, ma non è detto.</span><span class="fs12lh1-5 cf2"> </span><span class="fs12lh1-5 cf2">Per saperlo con certezza basta risintonizzare i canali del televisore rifacendo la sintonizzazione completa e poi fare il test di compatibilità.</span><span class="fs12lh1-5 cf2"> </span><span class="fs12lh1-5 cf2">Per fare il test di compatibilità esiste un modo molto semplice, che consiste nel sintonizzarsi sul canale 200 (canale mux &nbsp;Mediaset) o sul 100 (canale mux &nbsp;Rai) e se viene visualizzato una schermata con la scritta</span><span class="fs12lh1-5 cf2"> </span><b><span class="fs12lh1-5 cf2">"Test HEVC Main10</span></b><span class="fs12lh1-5 cf2">" , il televisore è idoneo alle nuove trasmissioni, basta che uno dei due canali (100 o 200) visualizzi la schermata per certificare la compatibilità.</span><span class="fs12lh1-5 cf2"> </span><span class="fs12lh1-5 cf2">Se invece non viene visualizzata la scritta occorrerà o cambiare il televisore o comprare un decoder esterno DVT b2 HEVC, valutate la risoluzione dell’attuale televisore, se può usufruire dei servizi</span><span class="fs12lh1-5 cf2"> </span><span class="fs12lh1-5 cf2"> </span><span class="fs12lh1-5 cf2">on-demand e se ha porte disponibili per un nuovo decoder DVT b2 HEVC.</span><span class="fs12lh1-5 cf2"> </span><span class="fs12lh1-5 cf2">Inoltre in questo periodo stanno aumentando le offerte delle varie catene commerciali e inoltre c’è anche il bonus Tv in base al reddito ISEE.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div><br></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf2">Napoli 01-12-2020</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf2">articolo a cura di Roberto Sepe</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf2">foto di Umberto Lariccia</span></b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 01 Dec 2020 20:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Marmellata di Arance]]></title>
			<author><![CDATA[Antonietta Miele]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000017"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b><span class="cf1"><br></span></b></span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs18lh1-5 cf1">Ricetta a cura di Nonna Antonietta </span></b></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs18lh1-5 cf1">"La Marmellata di Arance"</span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Vogliamo approfittare della stagione delle arance per fare una gustosa marmellata ? Le dosi sono : 1kg di arance e 600 gr di zucchero sbucciare le arance a spicchi, tagliare la polpa a tocchetti e farla bollire 30 minuti in una pentola capiente. Intanto, in un 'altra pentola far bollire le bucce delle arance per alcuni minuti, scolarle cambiare l'acqua e far bollire ancora per 3 minuti. Questo per tre volte, scolare e farle intiepidire. Con un coltello raschiare la parte bianca delle scorze e tagliare queste ultime a filetti sottili. Trascorsi i trenta minuti di bollitura con il minipimer frullare le arance. Aggiungervi i filetti di scozzette e frullare ancora. Aggiungere lo zucchero e amalgamare il tutto. Far cuocere 30/45 minuti mescolando in continuazione. E' pronta quando una goccia, lasciata cadere in un piatto freddo e inclinato, non scivola. Versare la marmellata nei vasetti, chiuderli e capovolgerli per qualche ora . Rivoltare e conservare.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Posso darvi un consiglio? Quando mangiate le arance non buttate le scorze, consevatele, perche' la &nbsp;prossima volta v'insegnero' a farle candite. Um! ...che bonta'.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.starswebtv.com/in-cucina.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.starswebtv.com/in-cucina.html', null, false)">vai alle ricette</a></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">Napoli 27/11/2020</span></b></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">ricetta a cura di Nonna Antonietta</span></b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 Nov 2020 12:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[D10S è morto fotogallery]]></title>
			<author><![CDATA[Claudia Del Giudice]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000B"></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 26 Nov 2020 19:54:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[D10S è morto]]></title>
			<author><![CDATA[Gianmarco Muriano]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000009"><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5"><span class="fs18lh1-5 cf1">D10S è morto</span></b><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il mondo piange ormai da 24 ore ininterrottamente Diego Armando Maradona, l’uomo, il giocatore, l’eroe, la leggenda. Diego è stata una figura capace di riunire in sé il sacro e il profano, l’amore trascendentale per una divinità e la fragilità terrena tipicamente umana, la venerazione fino a livelli parossistici tanto da dedicargli un vero e proprio culto e la debolezza di una persona controversa, influenzabile da amicizie quantomeno discutibili.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Egli ha rappresentato un’entità eterea e allo stesso tempo immanente, incarnando la genialità del talento estroso che gli ha valso il soprannome di “Pibe de Oro” (Ragazzo d’oro), ed entrando a far parte di diritto nell’immaginario di qualsiasi bambino che inizia a scoprire il mondo del calcio, senza distinzione di razza, credo calcistico e classe sociale, calciando un pallone di cuoio, una lattina, qualsiasi oggetto si trovi davanti, nell’erba, nel terreno, nel fango.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Maradona è uno di quei miti che si costruiscono nel tempo, fin da quelle interviste da bambino, quelle in cui, nel degrado delle baraccopoli di Villa Fiorito, periferia di Buenos Aires dove è cresciuto, affermava con decisione di avere due sogni: giocare il Mondiale e vincerlo. Si sa poi com’è andata a finire.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Diego è la determinazione di chi vuole qualcosa con tutte le sue forze e se la va a prendere sgomitando tra le difficoltà della vita, la povertà, gli assalti e i processi mediatici.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">È sempre stato visto come un antisistema, un outsider, l’uomo del popolo, costantemente dalla parte dei più deboli, dei poveri, dei romantici. Quello innamorato della rivoluzione di Fidel Castro (morto peraltro il 25 novembre anche lui) e del Che Guevara, quello della militanza nei partiti progressisti e delle denunce pubbliche della corruzione dei vertici della FIFA, quello che contrariamente alla volontà di tutto lo staff ha insistito per giocare una partita di beneficenza nella periferia napoletana, su un campo disastrato, perché un bambino malato aveva bisogno di lui.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Maradona appartiene a quel ristretto Olimpo di persone che non possono non riscuotere omaggio, cordoglio e riverenza in tutto il mondo. Perché è proprio questo che l’ha reso non solo il calciatore più grande di tutti i tempi, ma anche quello in grado di emozionare maggiormente dal punto di vista umano. Diego era la spensieratezza del bambino che si diverte rincorrendo un pallone, incoraggiava tutti i compagni, li caricava anche quando sbagliavano, li trascinava con la consapevolezza di essere il più grande di tutti, ma sempre grato di quello che la vita gli ha dato e per dove gli ha permesso di arrivare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Un campione che si sposa perfettamente con l’anima di Napoli, la città che più di tutte lo ha venerato, accolto, amato come un figlio, un fratello, un padre, un amante. In qualsiasi angolo, in qualsiasi quartiere, in qualsiasi comune di provincia, i napoletani piangono, soffrono, si disperano come se fosse morto un parente, alcuni forse anche di più. Piange chi l’ha visto dal vivo e chi l’ha solo immaginato da lontano, ricostruendone le imprese con i numerosi video, i racconti degli anziani che possono dire “io c’ero”, gli articoli e i servizi giornalistici. E non è che una minima parte di quello che in realtà ha costituito per il popolo partenopeo, la rivalsa sociale, la speranza, la fiducia in un domani che non poteva che essere più roseo ora che Maradona portava la squadra della città in trionfo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Lo piangono tutti i calciatori, che da lui hanno tratto ispirazione e con lui hanno provato a seguirne le orme, qualsiasi personaggio pubblico, persino il Papa e i capi di stato, detrattori, rivali, nemici, avversari. Ma lo piangono soprattutto i romantici del pallone, i tifosi, le persone comuni che si sono riconosciute in Diego, si sono sentite protette e hanno sognato. Si, è un sogno Diego Armando Maradona, un sogno di un bambino che sorride palleggiando nel fango, senza nient’altro che un pallone e la fantasia di immaginarsi Campione del Mondo. Quel sogno non finirà mai, continuerà per sempre anche ad occhi aperti, anche da grandi, quando quel bambino è cresciuto e non c’è più l’illusione, ma solo la consapevolezza che D10S è morto e non ce ne saranno mai più come lui.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Buon viaggio Diego, e grazie di tutto.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">Napoli 26/11/2020</span></b></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">articolo a cura di Gianmarco Muriano</span></b></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">foto di Claudia Del Giudice</span></b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 26 Nov 2020 19:54:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Giornata mondiale contro la violenza di genere ]]></title>
			<author><![CDATA[Alessandra Testa]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000015"><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs18lh1-5 cf1">Giornata mondiale contro la violenza di genere</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il 25 novembre ricorre la giornata mondiale contro la violenza di genere. In questa occasione, si devono ricordare le tante, troppe vittime di femminicidio. Donne che &nbsp;diventano schiave, psicologicamente e fisicamente, del loro "amore malato".</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Il 2020 sarà ricordato come l'anno della Pandemia mondiale.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Il covid, però, non ha mietuto vite soltanto tra chi ha avuto la sfortuna di infettarsi, ma anche tra chi, costretto all'isolamento, è diventato ancor piu vittima del proprio carnefice. Nei primi 10 mesi &nbsp;del 2020, &nbsp;91 donne sono state uccise e i casi di femminicidio sono triplicati. Ciò significa che una donna su tre ha perso la propria vita. Ma cosa spinge un essere umano a tollerare &nbsp;vessazioni &nbsp;di ogni genere da parte di chi, invece, dovrebbe semplicemente amarlo. Sicuramente, la dipendenza economica dal "maschio" rappresnta una delle motivazioni più evidenti. Ciò, ci riporta ad un altro tema fondamentale, l'uguaglianza dei diritti e delle opportunità tra uomini e donne. IL capo dello stato, ha evidenziato la necessità di rafforzare nella società" la cultura della parità".'</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">E' di qualche giorno fa, la notizia di una giovane maestra d'asilo che, intessuta una relazione passionale con un uomo un</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">po' piu grande di lei decide di inviargli alcune immagimi hard ed un video erotico. La relazione finisce e l'uomo si sente libero di condividere il tutto sulla chat di alcuni amici. La faccenda si complica, però, quando la moglie di uno di quei "compagni di spogliatoio", riconosce in quelle immagini, la maestra dell'asilo di suo figlio. Così,invece di chiedersi perchè il marito le avesse &nbsp;archiviate nel suo &nbsp;cellulare , decide &nbsp;in accordo col suo uomo, di inviarle alle altre mamme. Seguono persino intimidazioni e minacce alla donna se solo avesse pensato di denunciare l'ex fidanzato. Allora, la giovane decide di sfogarsi con il suo capo...una donna. Tuttavia quest' ultima, anzichè sostenerla, la convince a dimettersi. La ragazza, però, non ci sta e denuncia tutti. Si profila il reato di revenge porn e l'uomo, che si dichiara pentito, viene condannato &nbsp;a svolgere servizi sociali, mentre la donna e la direttrice sono in attesa di affrontare il dibattimento. A questo punto, è d'obbligo fare alcune considerazioni. L'uomo e la donna sono fisiologicamente e psicologicamente diversi. Ma chi dice che la donna che si sente libera di vivere la propria sessualità sia, una poco di buono, una vergogna per la società, indegna persino di lavorare con dei bambini. Il mondo ha fatto passi in avanti, ma tanto è ancora la strada da percorrere. Gli "uomini", quelli veri, hanno il dovere di indignarsi e di appoggiare la lotta contro il femminicidio senza se e senza ma. I politici, dal canto loro, devono fare di più, fissando norme sempre piu stringenti. Infine, c'è &nbsp;bisogno di una rete sociale che non faccia sentire soli chi solo si è sentito da troppo tempo.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">Napoli 25/11/2020</span></b></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">articolo a cura di Alessandra Testa</span></b></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">fotografia di Umberto Lariccia (foto di scena)</span></b></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 25 Nov 2020 18:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Francia e Lockdown]]></title>
			<author><![CDATA[Renato Gambuli]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000014"><div class="imTAJustify"><b><span class="fs20lh1-5 cf1 ff1">Francia e Lockdown</span></b></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il presidente della repubblica francese, Emmanuel Macron ha annunciato mercoledì 28</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">ottobre per l'intero territorio nazionale francese un lockdown un po' diverso dal</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">precedente di questa primavera. Ci sono alcune somiglianze ma qualche differenza di</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">taglia rispetto alla primavera scorsa. Innanzitutto, c'è un elenco di attività commerciali e</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">prestazioni di servizi, che dovranno chiudere. Bar, ristoranti, negozi di abbigliamento,</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">parrucchieri, librerie e tutta una serie di attività non menzionate e considerate attività non</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">essenziali. Il capo del governo, Mr Castex, ha poi dato la lista esatta (piu' o meno) di cio'</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">che sarà autorizzato o no, creando ancora piu' confusione nei cittadini, che per</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">comprenderci qualcosa dovranno attendere di vedere sotto casa chi ha completamente</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">abbassato il sipario, per un mese o forse per sempre.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Qualunque sia la ragione di questa discriminazione, una cosa é sicura: 330.000 aziende</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">dei settori penalizzati rischiano la liquidazione giudiziaria, principalmente piccole e medie</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">imprese e tra queste in prima fila, quelle del settore arte, cultura e spettacolo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Naturalmente, c'è anche un elenco di attività che continuano a essere attività aperte ed</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">essenziali. Supermercati, panifici, macellerie, pescherie, vendita di frutta e verdura, garage</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">che vendono carburante, ferramenta, tintorie,tabaccherie e anche gli hotel. Agenzie di</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">autonoleggio, riparatori di computer, banche, compagnie di assicurazione e anche servizi</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">funebri. Tutte queste attività saranno aperte a condizione che si rispettino le condizioni</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">sanitarie.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il confronto con la primavera finisce qui. Il resto dell'economia, in teoria, sarà in grado di</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">continuare a funzionare. Al culmine della reclusione c'erano quasi 7 milioni di lavoratori</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">con un lavoro a tempo ridotto. Questa volta non è la stessa cosa. Emmanuel Macron ha</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">detto: "l'economia non deve né fermarsi né crollare".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">In realtà avrebbe dovuto aggiungere la parola »quasi » per essere piu' onesto, a meno che</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">per lui, certe attività non fanno neanche parte de l'economia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">C’è un settore però, del quale si è parlato meno, che è stato colpito pesantemente dalla</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">crisi, ed è quello della cultura. Improvvisamente decine di concerti, festival e spettacoli</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">sono stati cancellati, intere produzioni azzerate, teatri in ginocchio, orchestre ferme.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">I lavoratori di questo mondo sono legati al fatto che si “alzi il sipario” per poter vivere. Una</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">lunghissima filiera che è fatta di musicisti, attori, coristi, ballerini ma anche</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">registi, scenografi, tecnici del suono e delle luci, costumisti, solo per citarne alcuni. Migliaia</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">di persone che improvvisamente si sono trovate a non avere lavoro e, soprattutto, a non</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">sapere quando potranno riprendere la loro attività.Costoro intendono rivendicare</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">attenzione, diritti, e il giusto riconoscimento del proprio ruolo nella società, oltreché</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">accendere un faro sulle condizioni di un settore in forte crisi . Il rischio concreto è perdere</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">professionalità, artisti, luoghi di sperimentazione e aggregazione, un patrimonio di</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">competenze culturali e reti sociali che ha contribuito in modo decisivo alla crescita della</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">nostra sociétà È stato pesantissimo il bilancio per il settore di arte e cultura In Francia</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">come in Italia, almeno al pari di quello per bar e ristoranti. Tutti gli spettacoli aperti al</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">pubblico in sale teatrali, da concerto, sale cinematografiche e altri spazi, anche all’aperto,</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">sono stati sospesi Chiudono cinema e teatri nonostante siano considerati luoghi sicuri.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Cala il sipario in faccia a migliaia di lavoratori e lavoratrici dello spettacolo e annullando il</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">lavoro di più di mezzo milione di persone che adesso si chiedono cosa sarà di loro. Ma qui</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">non si tratta più di riapertura, perché quando il sipario si alzerà sarà necessaria una</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">rinascita sulle macerie del Coronavirus. Concerti rinviati, festival cancellati, teatri e cinema</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">chiusi ... Il mondo della cultura sta subendo tutto il peso della crisi sanitaria legata alla</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">pandemia Covid-19. Le piccole strutture che non lo supportano rischiano di dichiarare</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">fallimento e la disoccupazione minaccia anche i lavoratori intermittenti. Non oso parlare di</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">quel sottostrato di precarietà composto da coloro che vivono dell'economia sommersa</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">(non criminale) quelli che « si arrangiano » sui quali non esistono neanche statistiche e</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">previsioni ma che tutti sappiamo che esistono e che piu' di tutti soffrono in questo</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">momento. C'è un vero pericolo sociale ed economico che minaccia il mondo della cultura</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">"ed il mondo in generale. Di fronte alle preoccupazioni espresse attraverso petizioni e</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">forum di artisti, le autorità francesi come quelle italiane dovranno proporre un vero "piano</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">per la cultura" che si dovrà attuare rapidamente, un piano che abbia presente la realtà</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">della situazione e non solo chiacchiere .Uno spettacolo che non viene messo in scena è</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">un tour pluriennale che probabilmente non vedrà mai la luce. Le attrici e gli attori delle arti</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">dello spettacolo sentono la loro professione minacciata a breve termine, ma anche a</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">lungo termine. Non dimentichiamo inoltre che i teatri sono per definizione luoghi pubblici</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">importanti, dove si riuniscono artisti, spettatori e professionisti. È da questa prima</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">emergenza, da questa minaccia, che hanno cominciato a formarsi piccoli think tank</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">intorno alle arti performative per valutare l'entità dei danni causati dalla crisi sanitaria e per</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">ragionare sui modi più rilevanti di riprendere l'attività.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il tempo libero liberato dall'assenza di attività professionale è stato utilizzato da alcuni</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">artisti per riflettere e ripensare la loro pratica, sviluppare e formulare critiche collettive,</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">redigere quaderni di rimostranze, immaginare "gesti di barriera contro un ritorno alla</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">produzione come prima della crisi ”-per usare l'espressione di Bruno Latour. Si è quindi</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">espresso il desiderio di cambiare ciò che era sbagliato o non più adatto, di chiedere di</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">meglio, ma anche di attutire i danni. C'era anche l'impulso di nominare ciò che non andava</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">nel modo in cui i teatri, o alcuni artisti, stavano gestendo la crisi. E i contratti aziendali?</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Intermittenti? Potremmo continuare come se niente fosse successo? I teatri possono</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">aiutare le scuole e anche gli ospedali? Gli artisti dovevano offrire solo registrazioni del</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">loro spettacolo su Internet? La cultura di Zoom é desiderabile? Durante questi mesi di</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">reclusione si stanno creando gruppi di riflessione in tutta la Francia e all'estero. Il loro</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">obiettivo é ripensare la produzione culturale, principalmente nelle performance dal vivo,</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">ma anche nel campo delle arti visive o al crocevia di altre lotte, quelle femministe e quelle</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">dei lavoratori precari, dei gilet gialli, dei lavoratori e dei movimenti ambientali ...</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Alcuni di questi gruppi si sono formati su iniziativa degli artisti e, dialogando si sono offerti</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">di mettere in comune le loro riflessioni sul “ mondo del dopo”. Speriamo che i frutti di</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">queste riflessioni ci portino ad una realtà migliore e soprattutto ad un vivere comune ed in</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">armonia, in un mondo dove l'interazione di tutti con tutti sia l'unica cosa veramente</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">ESSENZIALE.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Parigi 08/11/2020</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">articolo a cura di Renato Gambuli.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">foto di Umberto Lariccia</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 08 Nov 2020 17:20:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Storia di una lacrima]]></title>
			<author><![CDATA[Renato Gambuli]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=musica"><![CDATA[musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000C"><div><span class="fs12lh1-5">STORIA DI UNA LACRIMA Musica R.Facchinetti Parole S. D'Orazio</span></div><div><br></div><div><br></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Da una bimba e un pianto nacque lei piena di paura e ingenuità</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Trasparente agli occhi si affacciò, dalle chiare ciglia venne giù</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5">E brillando scese lungo quel bel viso poi volò col vento su nel cielo.</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Alta sopra al mondo navigò, vide le stagioni da lassù</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Ma la vita in fretta la cambiò, ora trasparente non è più</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Niente più ricordi. Niente amore dentro</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Fuori dal suo tempo e fuori dalla sua età nel cielo lassù</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Quante volte il vento le cantava accanto,lei non l'ascoltava lei volava.</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Sola nel sole e più in alto come se non ci fosse che lei sempre lei soltanto</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Ad un passo dai sogni suoi sfida la luna e le stelle</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Niente al mondo la fermerà. Ma una nuvola buia la rapì</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Mille gocce strette accanto a lei ora il suo coraggio non ce più</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Come pioggia sta scendendo giù. Cadde sopra un fiore</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Aspettò il sereno,ora verso il cielo più volare non puo' e finisce così</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Lentamente muore. Più non sfugge al sole, non l'aiuta il vento resta sola.</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Sola nemica del sole. La sua storia finisce qui.</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Grida lontane parole... Ma non c'e chi la salverà.</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Sola più sola di sempre. Non è un sogno non si sveglierà.</span></b><br></div><div><b><br></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Ho scelto questa bella canzone dei POOH per rendere omaggio a Stefano D'Orazio che ci ha recentemente lasciati e che é l'autore di questo bellissimo testo. Avevo 12 anni quando per la prima volta ascoltai la musica dei Pooh. Era il 1973 e l'album che i Pooh pubblicarono quell'anno si chiamava « Parsifal » e resta per me uno dei migliori della loro discografia. I Pooh erano in Italia, già a quel tempo, un solido riferimento per molti giovani aspiranti musicisti, anche se per alcuni la loro musica era considerata troppo « leggera » e troppo « commerciale ». Personalmente ho sempre ritenuto vuoti di senso i termini « musica leggera » e « musica commerciale » in quanto non credo che il peso sia un criterio utile per giudicare la musica e che mi sembra difficile trovare in vendita musica che non sia commerciale. La musica dei Pooh, come quella di tutti gli altri artisti, puo' piacere o meno, e tutti gli altri giudizi hanno poca importanza. Resta il fatto che i Pooh hanno attraversato a testa alta cinque decenni, dimostrando fino ad oggi un solido professionalismo, raccogliendo sempre notevoli consensi e,cosa rarissima nel mondo intero,restando uniti e quasi nella stessa formazione durante tutta la carriera. Stefano D'Orazio é stato il batterista, cantante, autore di molti testi ed aggiungerei flautista del gruppo per quaranta anni. Meno noti sono stati i suoi impegni e le sue iniziative per sostenere giovani artisti sconosciuti, perché ha spesso operato all'ombra dei riflettori mediatici. &nbsp;Ebbi la fortuna di conoscerlo personalmente a Roma nel 1999, a l'occasione del premio di letteratura per giovani scrittori organizzato da Renato Zero per la sua « Fonopoli »in collaborazione con la Montedit di Milano. Stefano D'Orazio era venuto per sostenere la bella iniziativa di Renato Zero e volle restare discreto fuggendo eventuali interviste, preferendo consacrare il tempo a scambiare quattro chiacchiere con i giovani premiati ed i tanti appassionati di letteratura. Uomini come Stefano D'Orazio, brillano di luce propria e non hanno bisogno di Spot. Il racconto che io presentavo a quel concorso, si chiamava, per una simpatica coincidenza del destino : Storia di una lacrima. Mi ricordo che discutendone con lui non ebbi reticenze ad ammettere che la sua omonima canzone aveva largamente ispirato il mio scritto, e lui ridendo mi disse :non ti preoccupare, non ti denuncio, ma quando sarai ricco e famoso, ti chiedero' i diritti che mi spettano. Scopri' in quel momento che oltre ad essere un grande professionista, serio e appassionato, era anche un tipo molto simpatico e gioviale. Altri parleranno molto meglio di me di lui e della sua enorme carriera. Io voglio limitarmi a ricordare un uomo con un'enorme carica di umanità. Cosi' come dovrebbero essere tutti gli artisti.</span></div><div><br></div><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1">Parigi 07/11/2020</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1">Articolo a cura di Renato Gambuli</span></b></div><hr></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 07 Nov 2020 10:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ricordando Ennio Morricone]]></title>
			<author><![CDATA[Renato Gambuli]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=musica"><![CDATA[musica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000008"><div><div><div data-line-height="1.5" class="imTALeft"><b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Ci sono grandi musicisti e virtuosi della musica, ma pochi sono coloro che lasciano un segno indelebile nel panorama della musica mondiale. Ennio Morricone &nbsp;è uno di questi. Uno dei pochi geniali compositori la cui musica si distingue per originalità e capacità a creare emozioni. Addio Maestro, resterai per tutti i musicisti una referenza e per i melomani e amanti della musica &nbsp;una sorgente di piacere uditivo. Grazie per sempre!</span></b></div><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.starswebtv.com/images/31957629_10211862918784679_1128920643241246720_n-620x430.jpg"  title="" alt="" width="1159" height="804" /><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 25 Oct 2020 14:50:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Premio Letterario Letizia Isaia]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://www.starswebtv.com/blog/index.php?category=cultura"><![CDATA[cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000007"><div>Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. Ut enim ad minim veniam, quis nostrud exercitation ullamco laboris nisi ut aliquip ex ea commodo consequat. <span class="fs12lh1-5">Duis aute irure dolor in reprehenderit in voluptate velit esse cillum dolore eu fugiat nulla pariatur. Excepteur sint occaecat cupidatat non proident, sunt in culpa qui officia deserunt mollit anim id est laborum.</span></div><div><br></div>Sed ut perspiciatis unde omnis iste natus error sit voluptatem accusantium doloremque laudantium, totam rem aperiam, eaque ipsa quae ab illo inventore veritatis et quasi architecto beatae vitae dicta sunt explicabo. <div><br></div><div><div class="imTARight"><img class="image-3" src="https://www.starswebtv.com/images/pixabay-1483479.jpg"  title="" alt="" width="1127" height="751" /><br></div><div><br></div><div>Nemo enim ipsam voluptatem quia voluptas sit aspernatur aut odit aut fugit, sed quia consequuntur magni dolores eos qui ratione voluptatem sequi nesciunt. Neque porro quisquam est, qui dolorem ipsum quia dolor sit amet, consectetur, adipisci velit, sed quia non numquam eius modi tempora incidunt ut labore et dolore magnam aliquam quaerat voluptatem. Ut enim ad minima veniam, quis nostrum exercitationem ullam corporis suscipit laboriosam, nisi ut aliquid ex ea commodi consequatur? </div><div><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.starswebtv.com/images/pixabay-1853552.jpg"  title="" alt="" width="1127" height="748" /><br></div><div><br></div><div>Quis autem vel eum iure reprehenderit qui in ea voluptate velit esse quam nihil molestiae consequatur, vel illum qui dolorem eum fugiat quo voluptas nulla pariatur?</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 13 Feb 2019 14:46:00 GMT</pubDate>
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