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XXVII Convegno Nazionale di Teologia: tra anacronismo e riforma

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XXVII Convegno Nazionale di Teologia: tra anacronismo e riforma

In un contesto storico come quello odierno, quasi ci si stupisce che ad un convegno di teologia ci possano essere spettatori diversi da prelati e personalità religiose. Il motivo è evidente: negli ultimi decenni la religione ha smesso di esercitare un ruolo centrale nella vita degli italiani, e questo è ancora più visibile nelle generazioni più giovani.
Da un lato la causa può essere identificata nella progressiva secolarizzazione della società, con un focus sempre più orientato sull’individuo: si è perso il senso di comunità, si sono frammentati gli interessi, così tanto che la religione è passata in secondo piano per molte persone. Dall’altro è anche per la difficoltà della religione stessa di essere al passo con i tempi: troppo spesso chiusa sulle sue posizioni, autoreferenziale, antica, superata. Tant'è che persino papa Francesco, il sommo pontefice, di recente ha affermato che la Chiesa deve essere "in uscita", deve cioè aprirsi alle persone, andando loro incontro, per superare i confini delle singole comunità, per portare speranza anche nelle zone più periferiche, per evitare di "ammalarsi da chiusura".
E con la religione e la Chiesa, tale problema è evidente ancor di più per la teologia.
Essa viene vista come uno sterile esercizio teorico, poco pragmatico e quanto mai anacronistico. Eppure la teologia affonda le sue radici fin nel VII secolo a.C. Questo perché l’uomo si è sempre interrogato sull’esistenza di una qualche forma di divinità. Nel tempo la teologia ha assunto aspetti diversi, incentrandosi su tematiche differenti, ma alla base c’è sempre stata la riflessione sul rapporto tra uomo e Dio (qualunque esso sia) e sui caratteri riconosciuti di volta in volta come segni del divino. In questo esercizio stesso è ravvisabile la natura intrinseca dell’uomo, scisso tra curiosità e necessità di dare una spiegazione e un senso all’esistenza. Ecco che la teologia si fonde con l’antropologia: non a caso molti pensatori, tendenzialmente scettici come Feuerbach, Marx, Nietzsche o Freud, hanno tenuto in grande considerazione la teologia, contestualizzandola però in una dimensione sociale, individuale, ma anche politica o psichica. Insomma umana.
Ecco perché il tema principale del XXVII Convegno Nazionale della Teologia, che si terrà a Napoli, nella suggestiva location della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale sita in via Petrarca,  dal 30 Agosto al 3 Settembre, sarà proprio fare luce sulla possibilità della teologia di essere ancora attuale, di rinnovarsi e contestualizzarsi, di tornare ad essere promotrice di una riflessione e di uno studio non più legato solo alla sfera religiosa, dove è ormai stata relegata negli ultimi anni, ma culturale. E per farlo dovrà uniformarsi al cambiamento stesso dell’uomo e della società intercorso negli ultimi anni, per colmare la distanza che si è creata e magari rivedere la metodologia alla base del fare teologia in un contesto più moderno.
Il dibattito è quanto mai stimolante e interessante, al di là della religiosità dei singoli individui, poiché è un tema che ci tocca più di quanto non crediamo. Appuntamento a fine estate dunque.

Napoli 21/06/2021
Articolo a cura di Gianmarco Muriano
Foto di Claudia Del Giudice



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